MANTOVA – La stabilizzazione dei precari della Giustizia entra in una fase decisiva anche sul territorio mantovano. Negli scorsi giorni il Ministero della Giustizia ha annunciato l’avvio della stabilizzazione a livello nazionale di 9.368 lavoratrici e lavoratori precari, a seguito dell’approvazione del PIAO 2026-2028. Un risultato che, come sottolinea FP CGIL di Mantova, è il frutto diretto di una mobilitazione durata quattro anni e portata avanti a livello nazionale e territoriale.
Quando, in passato, si parlava di impossibilità di reperire le risorse necessarie per rendere strutturali questi posti di lavoro, FP CGIL ha promosso iniziative di sensibilizzazione e confronto con le istituzioni, scongiurando la scadenza dei contratti prevista per dicembre 2024 e ottenendone la proroga. Successivamente, di fronte allo stanziamento iniziale di risorse per sole 3.000 stabilizzazioni, la mobilitazione è stata ulteriormente intensificata, fino allo sciopero, quando le previsioni dell’amministrazione indicavano un massimo di 6.000 stabilizzazioni. L’azione sindacale ha portato all’attuale conferma delle 9.368 stabilizzazioni, su 11.211 precari assunti con fondi PNRR.
Al Tribunale di Mantova il numero dei precari coinvolti è pari a 30 unità, ma allo stato attuale è ancora difficile quantificare con precisione quanti rientreranno effettivamente nella procedura di stabilizzazione. Una situazione che mantiene alta l’attenzione del sindacato, deciso a proseguire la mobilitazione per la trasformazione dei contratti da tempo determinato a tempo indeterminato, affinché nessuno venga lasciato indietro.
“La stabilizzazione dei 9.368 precari della giustizia è un risultato che accogliamo con favore e che ci auguriamo ricada positivamente anche sulla Giustizia Mantovana, ma che non ci accontenta – dice Gloria Pavesi, segretaria provinciale Funzione Pubblica Cgil Mantova –. Il nostro territorio, sempre attivo, presente e in prima linea nelle varie fasi della mobilitazione, vede questo settore ancora gravemente in sofferenza.”
“In un periodo in cui la giustizia si trova al centro del dibattito pubblico, è utile far emergere i temi che sono da anni al centro della nostra mobilitazione: sono temi che riguardano innanzitutto i lavoratori, e il contesto in cui quotidianamente operano, e perciò strettamente interconnessi al funzionamento di un sistema che è diritto essenziale di ogni cittadino.”
“La proposta della Funzione Pubblica Cgil è necessaria ed attuabile: stabilizzare tutto il personale precario, includendo anche i 1800 che per ora restano fuori dalle previsioni assunzionali, prevedere nuove ulteriori risorse, strutturare l’Ufficio per il processo, valorizzare tutte le professionalità attraverso un nuovo ordinamento, prevedere risorse economiche adeguate per consentire a tutto il personale di poter effettuare progressioni economiche e di carriera, per dare il giusto valore alla loro professionalità, investire in tecnologia e innovazione e, ultimo punto, ma aspetto altrettanto urgente, pianificare interventi seri sull’edilizia giudiziaria.”
In questo quadro si inserisce anche la partecipazione di FP CGIL Mantova al presidio organizzato a Milano, davanti al Palazzo di Giustizia di corso di Porta Vittoria, per riportare al centro del dibattito pubblico le reali necessità del sistema giustizia e chiedere ancora una volta la stabilizzazione di tutti i precari.
“Siamo scesi in piazza e continueremo a farlo perché la visibilità serve a dar voce ai bisogni delle lavoratrici e dei lavoratori, perché senza mobilitazione resterebbero chiusi nei cassetti dei ministeri. La nostra voce è il motore che spinge i tavoli tecnici a produrre risultati reali e non solo promesse – spiega Massimiliano Sottile, Rsu Tribunale di Mantova eletto in lista Fp Cgil Mantova –. Non c’è giustizia vera senza giustizia sociale per chi la fa funzionare ogni giorno.”
“La velocità dei processi passa dalle cancellerie e da tutti gli uffici giudiziari non solo dalle riforme teoriche. Spesso il dibattito pubblico si concentra solo sulle leggi o sul ruolo dei magistrati. Ma un processo non è fatto solo di sentenze. È fatto di fascicoli cartacei, ancora moltissimi, e digitali da gestire, udienze da verbalizzare, notifiche ed esecuzioni da eseguire, e cittadini da accogliere.”
“Oggi, l’efficienza che l’Europa ci chiede si ottiene innanzitutto eliminando il vuoto di organico che soffoca gli uffici giudiziari, e valorizzando il personale in servizio. Per noi, un’altra giustizia è possibile.”
Nel contesto mantovano, Sottile pone l’accento anche sulle difficoltà di attrattività del lavoro pubblico: “Non è scontato scegliere di lavorare per lo Stato a Mantova. Oggi, molti vincitori di concorso rinunciano al posto fisso ancor prima di firmare: tra affitti che mangiano metà dello stipendio e un costo della vita in costante aumento, il ‘posto negli uffici giudiziari’ non è più un traguardo, ma un rischio economico.”
“Eppure, a Mantova c’è un gruppo di lavoratori precari che ha scelto di rimanere, che si è formato e che oggi contribuisce a garantire l’apertura delle cancellerie. Investire nella loro stabilizzazione non è solo un atto di giustizia sociale, ma l’unico modo per evitare che gli uffici giudiziari restino gusci vuoti.”
FP CGIL ribadisce infine la necessità di valorizzare le carriere, investire nelle persone oltre che nei software, e garantire luoghi di lavoro adeguati e sicuri, sottolineando che “il personale non può essere un costo ma deve essere una risorsa”.












