CURTATONE – Forti perplessità sulla scelta di assegnare il Premio “Curtatone e Montanara” a Ettore Prandini. A esprimerle sono i consiglieri comunali di minoranza Sabina Emiliani, Giulia Francesconi, Paola Rossetti, Nicolò Agosta e Fernando Vincenti del gruppo “Noi Siamo a Curtatone”, che hanno diffuso una lettera aperta nella quale contestano il conferimento del riconoscimento al presidente nazionale di Coldiretti e, da maggio 2026, anche presidente dell’Associazione Italiana Allevatori.
«Il premio, nella sua storia, ha sempre voluto riconoscere impegno civico, dedizione alla comunità e contributi significativi al bene collettivo. Proprio per questo, la scelta di quest’anno ci ha lasciati profondamente perplessi», scrivono i consiglieri, che chiedono una riflessione pubblica sul significato e sui valori che il riconoscimento è chiamato a rappresentare.
Nel documento, gli esponenti della minoranza richiamano alcune recenti dichiarazioni di Prandini sulle inchieste giornalistiche dedicate agli allevamenti intensivi e contestano l’atteggiamento assunto nei confronti di chi svolge attività di indagine e approfondimento. «Non si tratta di demonizzazione, ma di giornalismo investigativo, che ha il compito di portare alla luce ciò che non funziona», si legge nella lettera. I consiglieri ricordano inoltre come negli ultimi mesi alcuni allevamenti del territorio mantovano siano stati oggetto di indagini e provvedimenti da parte delle autorità competenti, sostenendo che trasparenza e controllo rappresentino elementi indispensabili per garantire la tutela dei consumatori e la credibilità dell’intero settore agroalimentare.
Tra i punti sollevati anche quello relativo alla rappresentanza del mondo agricolo. Secondo il gruppo di opposizione, le posizioni espresse da Prandini non rispecchierebbero le esigenze dei piccoli produttori. «Quando Prandini parla di attacchi al sistema, difende soprattutto i grandi gruppi zootecnici e i modelli intensivi, non chi lavora in modo sostenibile e con margini sempre più ridotti», affermano i firmatari. Da qui il giudizio fortemente critico sull’assegnazione del premio. «Riteniamo totalmente incoerente che un premio civico venga assegnato a chi delegittima il lavoro di chi indaga e chiede trasparenza, minimizza criticità documentate e contribuisce a polarizzare il dibattito invece di favorire un confronto costruttivo», sostengono i consiglieri.
La lettera si conclude con un invito alla comunità a interrogarsi sul significato della scelta compiuta dall’amministrazione comunale. «Il Premio “Curtatone e Montanara”, nato per onorare il coraggio civile e la memoria di una comunità che difende dignità, libertà e responsabilità collettiva, deve restare un riconoscimento slegato da qualunque logica di tornaconto o vantaggio politico», scrivono Emiliani, Francesconi, Rossetti, Agosta e Vincenti, chiedendo che sul tema si apra un confronto pubblico.

















