Prostituzione: sequestrato il Pliè di Lonato. Arrestati due mantovani, scattano misure per altre tre persone di Castiglione

CASTIGLIONE/LONATO – Sono entrambi mantovani i due uomini arrestati nell’ambito della vasta operazione condotta dalla Polizia di Stato e dalla Guardia di Finanza contro un’organizzazione dedita allo sfruttamento della prostituzione all’interno di un locale di Lonato del Garda, il Plié, che è stato sequestrato. Altre tre persone residenti a Castiglione delle Stiviere sono state raggiunte da misure cautelari.

Agli arresti domiciliari sono finiti un cittadino italiano di 65 anni e un cittadino albanese di 54 anni, entrambi residenti a Castiglione delle Stiviere. Le altre misure hanno interessato un italiano di 40 anni, una cittadina romena di 44 anni e un altro italiano di 47 anni, anche loro residenti nella città aloisiana. Gli altri quattro destinatari dei provvedimenti risiedono invece nella zona del Garda.

Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di aver promosso, costituito o preso parte a un’associazione per delinquere finalizzata alla gestione di una casa di prostituzione e al reclutamento, allo sfruttamento e al favoreggiamento della prostituzione di alcune donne.

Il blitz, coordinato dalla Procura della Repubblica di Brescia, ha coinvolto complessivamente le province di Brescia, Mantova, Verona e Alessandria. In campo sono scesi più di cinquanta uomini appartenenti alla Squadra Mobile della Questura di Brescia, al Nucleo Mobile della Compagnia della Guardia di Finanza di Desenzano del Garda e al Commissariato di Polizia di Desenzano.

L’indagine è stata condotta tra febbraio e ottobre del 2024 attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali. Secondo la ricostruzione degli investigatori, dietro due enti formalmente non commerciali si sarebbe nascosta una vera e propria attività imprenditoriale. Le due strutture sarebbero state utilizzate anche per autoriciclare i profitti generati dall’attività illecita tra il 2021 e il 2024.

Nel corso degli accertamenti sono emerse anche ipotesi di truffa ai danni dello Stato e di omessa dichiarazione ai fini delle imposte dirette e dell’Iva. Nonostante alcuni indagati fossero già stati invitati a presentarsi per l’interrogatorio preventivo, l’attività sarebbe proseguita attraverso il semplice cambio della ragione sociale del locale.

Proprio il pericolo di reiterazione dei reati ha portato l’autorità giudiziaria a disporre le misure cautelari personali e patrimoniali. Le operazioni, comprese le perquisizioni eseguite anche nel territorio mantovano, sono state finalizzate a raccogliere ulteriori elementi e a disarticolare l’associazione.