GONZAGA – «Prendiamo atto con soddisfazione del passo indietro del Comune di Gonzaga, che va nella direzione che sin dall’inizio avevamo auspicato. Valuteremo il documento approvato in Consiglio e continueremo a vigilare attentamente sulla questione, con l’obiettivo di tutelare e sostenere al meglio gli allevamenti del territorio».
Così Coldiretti Mantova e Confagricoltura Mantova sul nuovo testo del “Regolamento per la salvaguardia e lo sviluppo sostenibile del paesaggio rurale”, che fa registrare un sensibile ripensamento rispetto a quanto prospettato all’inizio dall’amministrazione comunale: «Il cambio d’impostazione è netto – spiega Andrea Pagliari, presidente di Confagricoltura Mantova – e rappresenta un risultato importante, ottenuto dalle nostre Organizzazioni grazie ad un’azione sindacale precisa e mirata. Non c’è da fermarsi qui ovviamente, crediamo che il confronto e il dialogo tra le parti, non sempre verificatisi finora, siano assolutamente necessari anche nel prossimo futuro, per far sì che l’attività zootecnica possa proseguire al meglio, nel pieno rispetto delle norme vigenti. Ricordo sempre che il mondo agricolo è interessato allo sviluppo sostenibile e sta compiendo passi da gigante in tal senso».
«La zootecnia rappresenta un pilastro dell’economia del territorio e deve essere salvaguardata e incoraggiata a proseguire gli obiettivi di sostenibilità economica, ambientale e sociale, rafforzando il dialogo fra istituzioni e rappresentanze sindacali – dichiara il presidente di Coldiretti Mantova, Fabio Mantovani -. Coldiretti è disponibile a dimenticare le accuse e gli atteggiamenti di chiusura, manifestati contro la zootecnia in più di un’occasione, non ultime le esternazioni ascoltate in streaming martedì sera, in cui non sempre ci è sembrato di vedere un atteggiamento benevolo nei confronti dell’agro-zootecnia e del sindacato. Confidiamo, tuttavia, che la nuova presa di posizione del Comune di Gonzaga serva a favorire il confronto fra le parti e contribuire a scrivere un futuro roseo per l’agricoltura in un’area ad alta vocazione produttiva e non sia, invece, solo uno stratagemma nelle more di un giudizio al Tar».
















