Il distretto della Corte d’Appello di Brescia, che comprende anche Mantova e Cremona oltre a Brescia e Bergamo, resta uno dei più importanti poli produttivi del Paese, ma la macchina della giustizia continua a soffrire squilibri strutturali che colpiscono in modo diretto anche il territorio mantovano. A fotografare la situazione è stata ieri la presidente della Corte d’Appello di Brescia, Giovanna Di Rosa, nel corso dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, sottolineando come «Le province di Brescia, Bergamo, Mantova e Cremona costituiscono uno dei più importanti poli produttivi italiani. Tuttavia, l’attuale organizzazione del distretto di Corte d’Appello appare inadeguata a supportare un territorio tanto vasto e articolato, dove le esigenze giudiziarie variano sensibilmente tra poli altamente industrializzati e aree più rurali, aggravando i tempi dei procedimenti e limitando l’accesso alla giustizia».
Nel suo intervento, Di Rosa ha collegato il peggioramento delle condizioni operative, soprattutto nel settore penale, anche al dibattito sulle riforme in corso: «Il peggioramento della situazione, soprattutto in ambito penale, consente di osservare quanto sia allora disfunzionale ai reali bisogni della giustizia la riforma di ordinamento giudiziario sulla separazione delle carriere e sull’assetto istituzionale del Csm».
La situazione dei tribunali: Mantova tra i più colpiti
I numeri indicano una criticità marcata proprio a Mantova. Al 30 giugno 2025 la scopertura di magistrati ha raggiunto il 27% nel Tribunale di Mantova, un dato simile a quello di Cremona (28%) e superiore a Brescia (16%). Dopo l’ingresso dei nuovi magistrati onorari di tribunale (MOT), la situazione generale non si è risolta.
Ancora più grave è il fronte del personale amministrativo. La presidente della Corte d’Appello ha spiegato che «La scopertura del personale amministrativo, molto grave, è del 37,46% negli Uffici giudicanti, con punte del 50% a Mantova e del 42,05% presso la Corte».
Sempre a Mantova l’Ufficio del Giudice di Pace registra «punte di oltre il 50%» di scopertura, mentre gli Uffici di Sorveglianza di Brescia e Mantova hanno una carenza «del 30% e oltre». Nel capoluogo virgiliano il nuovo dirigente amministrativo è arrivato solo da pochi mesi, dopo una lunga vacanza della posizione.bParticolarmente critica è anche la mancanza degli assistenti giudiziari, figura centrale per la gestione delle udienze penali: «La scopertura, in particolare, della figura professionale dell’assistente, fondamentale per la celebrazione delle udienze penali, è del 40%».
I procedimenti civili: Mantova in crescita nelle definizioni
Nel settore civile, i dati del Ministero della Giustizia mostrano che il Tribunale di Mantova ha registrato nel 2024/2025 5.070 procedimenti iscritti, 5.316 definiti e 2.539 pendenti finali. Le definizioni sono cresciute dell’1%, mentre i procedimenti pendenti sono aumentati del 2,68% rispetto all’anno precedente. Ancora più marcata la dinamica del Giudice di Pace di Mantova, dove le definizioni sono aumentate del 53,65% e i pendenti del 14,51%, segno di un forte carico di lavoro in un ufficio già colpito da scoperture superiori al 50%. Nel settore delle esecuzioni civili (SIECIC), il Tribunale di Mantova ha registrato 1.999 nuovi procedimenti, 2.980 definiti e 1.782 pendenti, con una diminuzione delle pendenze del 5,28%, ma anche un calo delle definizioni del 2,49%.
Il penale: Mantova riduce le pendenze ma con meno iscrizioni
Nel settore penale, il Tribunale di Mantova mostra un dato in controtendenza: le pendenze finali sono scese da 6.006 a 5.442, ma questo è avvenuto insieme a un calo delle iscrizioni (da 5.860 a 4.640) e delle definizioni (da 4.795 a 4.697). Per fronteggiare la situazione, è stato necessario assegnare in via parziale un magistrato della sezione civile all’Ufficio Gip-Gup. Proprio l’Ufficio Gip-Gup di Mantova ha registrato 3.359 definizioni, in aumento rispetto all’anno precedente, e superiori alle sopravvenienze (3.292), che sono diminuite drasticamente rispetto al 2023/2024.
Carcere e REMS: criticità a Mantova e Castiglione
Anche il sistema penitenziario del territorio mantovano è sotto pressione. Al carcere di Mantova la carenza di polizia penitenziaria riguarda il 50% dei Commissari e il 16% dei Sovrintendenti. Ma è soprattutto la REMS di Castiglione delle Stiviere, struttura fondamentale per tutta la Lombardia, a destare preoccupazione. La residenza dispone di 160 posti (140 uomini e 20 donne) ed è articolata in otto padiglioni, ma soffre gravi problemi di sicurezza e personale. Nel periodo considerato 7 internati si sono allontanati, uno solo senza rientro, rendendo necessario un Protocollo di sicurezza con la Prefettura di Mantova. Sul piano sanitario la situazione è ancora più delicata: solo 5 dei 16 medici previsti sono operativi, nonostante l’elevata complessità dei pazienti accolti. Una carenza che, nonostante bandi ripetuti, resta difficile da colmare.
Una giustizia che pesa anche sull’economia
Nel suo intervento, Di Rosa ha ricordato che l’inefficienza della giustizia ha un costo diretto anche per lo Stato e i cittadini: «Nel frattempo, invece, si devono pagare ai cittadini i danni dovuti all’irragionevole durata del processo. La sola Corte d’Appello di Brescia ha liquidato nell’anno 2025 ben 1.808.473,13 euro». E ha aggiunto: «Alla maggiore efficienza della giustizia corrisponde il rafforzamento dell’economia e i cittadini hanno diritto ad avere una giustizia che funziona e un Paese in crescita, economica e sociale».
I fenomeni criminali
Nel distretto – e quindi anche nel Mantovano – tra i fenomeni criminali che destano maggiore preoccupazione figurano le infiltrazioni della criminalità organizzata nell’economia, gli infortuni sul lavoro, la violenza di genere e i reati ambientali, temi che incidono direttamente sulla sicurezza e sulla qualità dello sviluppo del territorio.
















