San Giorgio Bigarello, riapertura di piazza 8 Marzo: doppio affondo contro la Giunta

SAN GIORGIO BIGARELLO – La decisione dell’Amministrazione comunale di San Giorgio Bigarello di riaprire piazza 8 Marzo al traffico, dopo quasi tre mesi di chiusura, accende lo scontro politico. Fratelli d’Italia e la lista di sinistra “Benessere per San Giorgio Bigarello” rivendicano di essersi mobilitati contro la chiusura e criticano duramente modalità e tempistiche della retromarcia annunciata ieri dal Comune.

Fratelli d’Italia: “Una scelta dettata dal consenso, non da una pianificazione seria”
FdI sottolinea come l’ordinanza di riapertura sia arrivata “due ore dopo” il deposito in Comune della loro raccolta firme, forte di oltre cento sottoscrizioni. Un tempismo che per il partito “non può passare inosservato” e che viene letto come una scelta politica “spiazzata dalla determinazione dei cittadini” più che una decisione basata su valutazioni tecniche o strategiche.
Il partito parla di “ambiguità” nella gestione della vicenda e accusa la Giunta di agire “senza visione”, guidata da logiche di consenso. FdI annuncia che continuerà a vigilare “affinché le scelte rispondano alle reali esigenze della comunità”.

La lista Benessere: “Arroganza e improvvisazione. La ritirata venduta come vittoria”
Critiche altrettanto dure arrivano dalla lista di sinistra “Benessere per San Giorgio Bigarello”, che parla di gestione “arrogante e improvvisata”. Secondo i consiglieri Luisi e Rossi, la chiusura era stata decisa “senza confrontarsi con nessuno”, mentre chi sollevava dubbi veniva attaccato.
La lista ricorda la proposta avanzata a fine ottobre: un’isola pedonale “a tempo”, con barriere mobili per garantire sicurezza agli studenti negli orari scolastici e, allo stesso tempo, una viabilità fluida negli altri momenti. Un suggerimento ignorato dall’amministrazione, che ora – secondo “Benessere” – trasforma “una rovinosa retromarcia in una grande vittoria”.
“Viabilità e sicurezza stradale nelle zone scolastiche – concludono – meritano serietà e pianificazione, non una gestione amatoriale che penalizza cittadini e famiglie”.