MANTOVA – In una basilica di Sant’Andrea gremita di fedeli si è celebrata oggi pomeriggio la chiusura dell’Anno Giubilare della Speranza nella diocesi di Mantova, in concomitanza con il Giubileo delle famiglie. La concattedrale è stata l’unica chiesa giubilare del territorio mantovano, in quanto custode della Reliquia del Preziosissimo Sangue, sulla quale è stato incentrato il Giubileo diocesano.
I Sacri Vasi, per i quali oggi, per l’intera giornata, si è tenuta un’ostensione straordinaria, sono rimasti esposti per tutto l’anno nella cripta della basilica. Nel corso dei mesi si sono inoltre susseguiti appuntamenti, pellegrinaggi ed eventi che hanno coinvolto migliaia di persone.
La celebrazione è stata presieduta dal vescovo Marco Busca davanti ai numerosissimi fedeli:
“Oggi siamo qui a celebrare e valorizzare il senso della famiglia, dalla famiglia di Maria e Giuseppe è partita la missione di Dio di portare amore nel mondo e salvarlo. I figli non ci vogliono perfetti, ma affidabili, hanno bisogno di tempo, di attenzione e di tanto amore -ha sottolineato monsignor Busca – in particolare oggi, nella società così aggressiva, le famiglie devono essere un esempio per non scoraggiare i giovani e dare loro fiducia, devono rimanere unite e amarsi anche nelle piccole azioni di ogni giorno. Nelle relazioni di ogni tipo ci vuole sempre amore, anche verso le persone più sole, una comunità cristiana e civile fa attenzione a tutti”.
“Se vogliamo che il mondo cambi, partiamo dalle famiglie e dall’amore verso gli altri” ha proseguito il vescovo, ricordando poi l’interesse e la devozione suscitati nei fedeli dalla possibilità di accedere ai Sacri Vasi: “Aver reso possibile l’accesso quotidiano alla cripta, ha portato tantissimi pellegrini e visitatori venuti per venerare la Reliquia e il mistero della Redenzione di cui è simbolo”.
Durante l’anno il Preziosissimo Sangue è stato al centro della vita diocesana ed è stato portato all’interno dell’ospedale, nelle carceri, in alcune case di riposo, in varie parrocchie e nei santuari, oltre che a Roma, nel Santuario di San Salvatore in Lauro, dove è stato oggetto di venerazione da parte di migliaia di persone. Proprio grazie all’interesse suscitato, la diocesi ha deciso di mantenere la possibilità di visita: i Sacri Vasi rimarranno infatti esposti al pubblico per tutto il 2026.
Il vescovo, dopo aver ringraziato tutti i volontari e la Compagnia del Preziosissimo Sangue per il contributo offerto alla possibilità di visita dei Sacri Vasi, ha infine ricordato che dal 7 gennaio, nella basilica di Sant’Andrea, prenderà avvio un servizio di “ascolto”, con personale appositamente formato, al quale chi lo desidera potrà rivolgersi per condividere pensieri, riflessioni e domande.
Al termine della celebrazione, il vescovo ha portato uno dei Sacri Vasi davanti ai fedeli, percorrendo la basilica; lo stesso ha fatto il vicario generale della diocesi don Alberto Formigoni con il secondo reliquiario.
Elisabetta Romano
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