C’è anche la firma di un mantovano in una scoperta che riporta l’Italia al centro della ricerca astronomica internazionale. Riccardo Furgoni, del Polo Universitario di Mantova, fa parte del team che nella notte tra il 21 e il 22 agosto 2025 ha individuato il nuovo asteroide near-Earth 2025 QK3. La scoperta è avvenuta grazie al Wide-field Mufara Telescope (WMT) della Fondazione Gal Hassin, installato a 1.864 metri sul Monte Mufara, nel Parco astronomico delle Madonie, in Sicilia: si tratta del primo corpo celeste di questa categoria scoperto dal nostro Paese dopo quasi vent’anni.
Insieme a Furgoni hanno firmato l’individuazione Alessandro Nastasi e Sabrina Masiero (Fondazione Gal Hassin), Alessio Squilloni e Francesco Cheli (Osservatorio Beppe Forti di Montelupo Fiorentino). Per il ricercatore mantovano, recentemente approdato al centro di ricerca di Isnello, è un traguardo personale significativo: è il primo del territorio virgiliano ad aver partecipato alla scoperta di un asteroide. L’asteroide è stato rilevato utilizzando la tecnica del synthetic tracking, che permette di sommare immagini a breve esposizione per “congelare” il movimento di corpi celesti rapidi e poco luminosi. Al momento dell’individuazione, 2025 QK3 aveva una magnitudine di +19,7 e si muoveva a circa 15 arcosecondi al minuto, condizioni che rendono particolarmente complessa l’osservazione. Dopo la segnalazione al Minor Planet Center, il candidato è stato confermato da altri osservatori internazionali e la scoperta è stata ufficializzata il 23 agosto con la circolare MPEC 2025-Q106.
Secondo le prime stime, l’asteroide ha dimensioni comprese tra i 30 e i 60 metri. «Lo sforzo osservativo è paragonabile al rilevamento di un cubettino di roccia di mezzo centimetro posto a 350 chilometri di distanza», spiega Furgoni, sottolineando come la combinazione tra tecnologia avanzata e un pizzico di fortuna sia stata decisiva per il risultato. Dal punto di vista orbitale, 2025 QK3 segue una traiettoria completamente esterna a quella terrestre ma interna a quella di Marte. È attualmente in fase di avvicinamento alla Terra e raggiungerà la minima distanza tra la mezzanotte e le prime ore del mattino. Completa un’orbita attorno al Sole in 435 giorni ed è inclinato di 24 gradi rispetto al piano dell’orbita terrestre. Le stesse condizioni geometriche si ripresenteranno soltanto il 26 agosto 2081, quando l’asteroide tornerà nel punto di massimo avvicinamento al nostro pianeta.
Il valore scientifico della scoperta è rafforzato dal suo significato storico. È infatti la prima individuazione italiana di un near-Earth asteroid dal 2006, quando l’Osservatorio della Montagna Pistoiese scoprì (495102) 2011 UU106. Ancora prima, tra il 2002 e il 2005, il progetto Campo Imperatore Near Earth Object Survey degli osservatori INAF di Roma e Torino aveva portato alla scoperta di sette NEO. La prima in assoluto risale al 1994 con l’asteroide (15817) Lucianotesi.














