CAVRIANA – Il sindaco di Cavriana Matteo Guardini interviene pubblicamente sulla vicenda della nuova scuola media di via Croce Bianca e lo fa con un video corredato da documenti, per chiarire – punto per punto – dal suo punto di vista la gestione economica dell’opera e rispondere alle accuse circolate nelle ultime settimane.
“Siamo senza soldi? Sì: il Comune di Cavriana usa l’anticipazione di cassa, quindi il conto è in rosso – afferma Guardini –. È una brutta abitudine che costa circa 50mila euro l’anno e che esisteva da molto prima del mio insediamento. Stiamo lavorando per eliminarla e, probabilmente, a fine 2026 ci riusciremo. Nel frattempo ne abbiamo già dimezzato l’utilizzo: il risanamento sta funzionando”.
Quanto alla scuola, il sindaco richiama i documenti pubblicati sul sito comunale nel 2023, che ricostruiscono il quadro economico dell’opera: 3.168.000 euro più Iva prima della gara d’appalto, per un totale che arrivava a circa 4 milioni. Le prime variazioni di spesa risalgono ad aprile 2021, quando l’amministrazione precedente aggiudicò la gara dei lavori. Due anni dopo arrivò la validazione del quadro economico, definita da Guardini come “l’unico atto di rendicontazione effettuato a due anni di distanza dall’amministrazione Cauzzi”.
La rendicontazione vera e propria, spiega il sindaco, è iniziata con il cambio di amministrazione. Prima della gara il Ministero aveva stanziato 3 milioni di euro, mentre il Comune ne aveva messo uno. Dopo la gara, grazie a uno sconto rilevante, il contributo ministeriale è sceso a 2,5 milioni, quello comunale a 835mila euro. Nell’aprile 2023, 494mila euro sono stati “ripresi” dal Ministero, come indicato in una lettera allegata a una determina indirizzata alla giunta.
Nel giugno 2023 il Comune ha liquidato alla ditta 175mila euro, Iva compresa, per opere in economia. A novembre dello stesso anno è stata approvata una variante che ha portato il quadro economico a 3.044.000 euro più Iva. Le economie post-gara si sono così ridotte a circa 154mila euro, utilizzate per finanziare la variante. “L’amministrazione di allora sapeva che era stata finanziata la variante” spiega infine Guardini mostrando il documento.
Guardini affronta anche il nodo dei rapporti con l’impresa esecutrice: “Abbiamo incontrato la ditta, che ci ha chiesto 200mila euro in più sulla presunta contabilità. Ad oggi non abbiamo una contabilità validata dal collaudatore (e non per colpa del collaudatore). Di quei 200mila, 100mila euro di interessi, 50mila euro per rifare il manto della palestra che se si era deformato in estate perché mancava il condizionamento, significa che non era adeguato a una palestra, e 42mila euro di spese legali. Il Comune non può pagare queste somme se non a seguito di una condanna del giudice. Non ci hanno fatto collegare la cabina con la scuola e questo rallenta i lavori di collaudo: vogliamo aprire la scuola – conclude – e far capire che c’era chi sapeva e non ha detto nulla. Dividere la comunità diffondendo informazioni non corrette non è una cosa bella”.















