La nuova legge di Bilancio approvata dal Governo Meloni riaccende lo scontro sul futuro della pubblica istruzione. L’articolo 66 del disegno di legge prevede un’ulteriore sforbiciata al personale scolastico: a partire dall’anno scolastico 2027/2028 verranno cancellati 4.925 cattedre di docenti e 2.049 posti per il personale ATA (amministrativi, tecnici e collaboratori).
Una riduzione di quasi 7.000 unità che, sommata ai tagli già stabiliti nelle precedenti manovre, porta il saldo complessivo a quota 14.808 posti eliminati in un triennio.
I numeri della manovra e le incognite didattiche
Secondo la relazione tecnica, il ridimensionamento degli organici – motivato dall’esecutivo anche con il progressivo calo demografico e la riduzione della popolazione studentesca – garantirà ai conti pubblici un risparmio di 83,9 milioni di euro nel 2027, destinato a salire a 251,7 milioni annui a decorrere dal 2028.
Tuttavia, il provvedimento non specifica le modalità con cui i tagli saranno distribuiti sul territorio nazionale, tra le differenti regioni, gli ordini scolastici e le singole classi di concorso. Un’omissione che solleva forti preoccupazioni tra gli addetti ai lavori su diversi fronti critici:
-
Sostegno e continuità didattica: il rischio di penalizzare il supporto agli alunni con disabilità e di aumentare il turnover degli insegnanti nelle classi.
-
Tempo scuola ed offerta formativa: la difficoltà di garantire il tempo pieno, i rientri pomeridiani e le attività extracurricolari in presenza di un numero ridotto di collaboratori e docenti.
Lo scontro politico: asili nido e fondi alle paritarie
Le polemiche di sindacati e forze di opposizione non riguardano soltanto le cattedre statali. Nel mirino delle critiche sono finite anche altre norme inserite nel testo:
-
Fondi per gli asili nido: dal 2027 le risorse destinate ai nidi comunali che superino la quota del 33% di copertura del servizio potranno essere stornate su altri capitoli di spesa, una misura contestata nei territori dove la domanda di strutture resta comunque elevata.
-
Contributi alle scuole paritarie: confermato anche per il 2027 il bonus fino a 1.500 euro a studente per le famiglie che scelgono gli istituti privati paritari, per uno stanziamento globale di 20 milioni di euro.
Per le opposizioni si tratta di un chiaro segnale di disinvestimento nei confronti della scuola pubblica a vantaggio di quella privata, proprio mentre il mondo studentesco e del lavoro chiede risorse e valorizzazione del sistema d’istruzione statale.
















