MANTOVA – Dallo scorso settembre Enrico Voceri è il nuovo presidente del gruppo Tea, ma la storia del suo rapporto con la multiutility mantovana parte da molto più lontano. Dottore commercialista, consulente, amministratore e sindaco in diverse aziende, Voceri conosce infatti in profondità la Società: in passato è stato presidente del collegio sindacale e, nel 1998, ricoprendo lo stesso ruolo nell’allora Asm, fu tra gli artefici della trasformazione dell’Azienda Servizi Municipalizzati in Tea Spa.
Oggi, a distanza di quasi trent’anni, è tornato alla guida del Gruppo con un mandato che definisce «unico, per questioni anagrafiche ma non solo», e con l’obiettivo di accompagnare Tea attraverso alcuni passaggi decisivi come l’avvio del gestore unico del servizio idrico, l’evoluzione del ciclo dei rifiuti e la razionalizzazione delle partecipate.
Il gestore unico del servizio idrico: quali passaggi mancano per arrivare al traguardo?
“Siamo davvero alle battute finali. Lato nostro, in questi giorni abbiamo fatto l’ultimo step per la pubblicizzazione di AqA. Tea ha esercitato infatti il diritto di riscatto della partecipazione del socio privato operativo, Acque della Concordia, diventando così socio unico di AqA che è quindi totalmente pubblica. Questo passaggio,, come previsto nella convenzione sottoscritta da AqA e AATO nel 2022, è presupposto della gestione del SII fino al 2037.
Dobbiamo poi completare l’accordo con Sisam-Sicam e ottenere il placet dell’Aato. Di fatto, Tea è già l’operatore prevalente: gestiamo il servizio idrico in oltre quaranta comuni mantovani e dal 1° gennaio si aggiungeranno anche quelli finora serviti da Aimag nel mantovano: Borgo Carbonara, Borgo Mantovano, Moglia, Poggio Rusco, Quistello, San Giacomo delle Segnate e San Giovanni del Dosso. L’unificazione non è solo un passaggio amministrativo, ma una leva strategica. Questo ci permetterà di avviare una serie di cospicui investimenti attesi da tempo e fondamentali per migliorare ulteriormente il servizio reso al territorio”.
Rifiuti: come conciliare sostenibilità ambientale e sostenibilità economica?
“La riduzione dei costi per i cittadini è una sfida importante. Mantova e provincia sono territori particolarmente virtuosi nella raccolta differenziata, e questa è una base solida da cui partire. Ci sono vari tasselli su cui ragionare e lavorare: disporre di una discarica, avere la possibilità di gestire i rifiuti speciali, studiare modifiche al porta a porta per alcune zone: sono tutti elementi che ci permettono di puntare a un’efficienza maggiore. Un ruolo importante lo gioca l’impiantistica innovativa, come quella di Revere: lì trasformiamo la frazione organica in biometano, è un primo esempio concreto di chiusura del ciclo e di uso davvero virtuoso del rifiuto. Sono passaggi che richiedono ovviamente investimenti: costano a noi per l’organizzazione e costano allo Stato per gli incentivi. Tuttavia, l’obiettivo è chiaro: costruire un’economia realmente green”.
Le linee di indirizzo indicate in occasione del recente rinnovo del cda parlano anche di una razionalizzazione delle partecipate: come intendete procedere?
“Il tema è cruciale e coinvolge l’intera struttura del Gruppo. Tea oggi è una società benefit e controlla numerose società operative, per lo più società di scopo. L’indirizzo è proprio quello di razionalizzare. L’idea al momento è quella di concentrare in un’unica società tutti gli impianti, mentre le società di scopo si occuperebbero unicamente della gestione. Un modo per ottimizzare risorse, competenze e strutture. Il focus iniziale riguarda il settore ambientale, la società che gestirà gli impianti dovrebbe confluire sotto l’attuale Ambiente & Ecologia, anche se il nome potrebbe cambiare. Ciò che conta è ottenere economie di scala e avere una struttura più efficiente e funzionale”.















