Gonzaga, truffa del finto carabiniere sventata in extremis dai veri militari: arrestato 29enne

GONZAGA – Stava andando a piedi in caserma, convinto di avere un appuntamento con il maresciallo. A casa, intanto, la moglie si preparava a consegnare i gioielli a un uomo che si era presentato come un carabiniere. A interrompere il raggiro è stato l’incontro dell’83enne con una pattuglia dell’Arma: poche parole scambiate per strada hanno fatto scattare l’allarme, consentendo ai militari di raggiungere l’abitazione prima che il falso maresciallo potesse allontanarsi con i beni dell’anziana coppia. È accaduto nel pomeriggio di ieri, lunedì 12 ottobre, a Gonzaga. L’operazione congiunta dei carabinieri delle stazioni di Suzzara e Gonzaga ha portato all’arresto di un 29enne napoletano e al recupero di contanti e monili in oro per un valore complessivo di 10mila euro.

Tutto era cominciato con una telefonata. Dall’altra parte della linea, una voce autorevole e rassicurante si era qualificata come quella di un maresciallo dei carabinieri. Il pretesto scelto per conquistare la fiducia della coppia, una donna di 82 anni e il marito di 83, era una presunta rapina appena avvenuta in zona: secondo quanto raccontato al telefono, parte della refurtiva avrebbe potuto trovarsi proprio nella loro abitazione. Per questo il marito avrebbe dovuto raggiungere la caserma di Suzzara.

L’83enne aveva creduto che la moglie stesse davvero parlando con i militari del posto ed era uscito, incamminandosi verso il comando. Lungo il tragitto, però, aveva notato una pattuglia e si era avvicinato per spiegare di avere un appuntamento con «il maresciallo», dopo la telefonata ricevuta poco prima. Un incontro fortuito che ha cambiato il corso del pomeriggio.

I carabinieri erano impegnati nei servizi concordati e condivisi in Prefettura nell’ambito del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dal prefetto Roberto Bolognesi. Ascoltato il racconto dell’uomo, hanno intuito immediatamente che dietro quella convocazione potesse nascondersi una truffa. Hanno quindi avvertito la centrale operativa di Gonzaga, chiedendo l’invio di altri colleghi a casa della coppia.

Quando la pattuglia della stazione di Gonzaga è arrivata, la porta d’ingresso era socchiusa. All’interno, i militari hanno trovato i gioielli esposti sul tavolo e un giovane intento a parlare con la proprietaria. È stata la stessa donna a spiegare agli uomini in uniforme che quel visitatore si era presentato come un maresciallo e che gli stava consegnando i preziosi, seguendo le indicazioni ricevute durante la telefonata.

Il marito indirizzato verso la caserma, la moglie rimasta nell’abitazione, il falso appartenente all’Arma arrivato a ritirare i beni: gli accertamenti hanno permesso ai carabinieri di ricostruire la sequenza del raggiro. Il 29enne, ritenuto il presunto responsabile della tentata truffa, è stato arrestato con l’accusa di truffa aggravata in concorso. Dopo le formalità di rito è stato accompagnato nelle camere di sicurezza del comando, in attesa del giudizio per direttissima.

Il denaro e i monili d’oro, interamente recuperati, sono stati restituiti ai proprietari su disposizione della Procura di Mantova. Il sollievo della donna si è tradotto in un abbraccio ai veri carabinieri, ringraziati per aver fermato l’inganno e riconsegnato alla coppia i propri beni.

Dal Comando provinciale dei carabinieri di Mantova è stata espressa grande soddisfazione per l’esito dell’intervento, sottolineando il valore della presenza quotidiana e capillare sul territorio, soprattutto a protezione delle persone più vulnerabili. In questo caso, proprio una pattuglia incontrata sulla strada ha consentito di riconoscere il pericolo e intervenire in tempo.

L’episodio richiama anche il peso meno visibile di questi reati. Chi si presenta con una falsa qualifica sfrutta la fiducia nelle istituzioni per entrare nelle case e convincere le vittime a privarsi di denaro e ricordi preziosi. Alle perdite materiali possono aggiungersi paura, diffidenza e insicurezza persino fra le mura domestiche. Per questo, ricorda l’Arma, il contrasto alle truffe passa anche attraverso la prevenzione, l’ascolto e la vicinanza alle persone anziane, soprattutto quando vivono sole.

L’invito rivolto alla cittadinanza è a contattare subito il 112 davanti a una telefonata sospetta, a un comportamento anomalo o anche soltanto a un dubbio. Nessun vero carabiniere chiederà mai di mostrare denaro o oggetti di valore a domicilio.