Tariffe idriche, Zacchi (Ato): “non le decide il gestore, per ridurle servono più allacci”

MANTOVA – In meno di vent’anni il costo dell’acqua a Mantova è più che raddoppiato, con un aumento superiore al 100%, un’accelerazione del 30% negli ultimi anni e ulteriori rincari già annunciati per il futuro. Il capogruppo in Consiglio comunale Pierluigi Baschieri punta il dito contro gli aumenti applicati da AqA, la società controllata da Tea Spa che gestisce il servizio idrico, e chiede al sindaco Mattia Palazzi una “tregua idrica”.

PALAZZI: “LE TARIFFE SONO VOTATE DALLA PROVINCIA GUIDATA DALLO STESSO SCHIERAMENTO POLITICO DI BASCHIERI” 

Il primo cittadino respinge però le accuse e dichiara: «Il consigliere Baschieri sa perfettamente, o dovrebbe sapere, che le tariffe dell’acqua non sono di competenza comunale, ma provinciale. Così come sa che sono legate, per tutti i gestori e non solo per AqA, agli investimenti previsti. Infine, nel piano votato dalla Provincia, che ricordo essere dello stesso schieramento politico di Baschieri, è prevista la stabilizzazione dal terzo anno. Spero che non mi chieda anche di fare la politica energetica nazionale, perché anche quella sarebbe di competenza altrui, nel caso specifico del Governo, sempre dello schieramento di Baschieri».

ZACCHI: “TARIFFE DELL’ACQUA DEFINITE CON UN CALCOLO STABILITO DALLE NORME E CONTROLLATE DA ARERA”

A spiegare nel dettaglio come funzionano le tariffe e chi le decide è il presidente dell’Ato (Ambito territoriale ottimale) Fabio Zacchi, sindaco di Poggio Rusco, che sottolinea come i costi non vengano stabiliti dal gestore, in questo caso AqA del Gruppo Tea, e come gli aumenti siano legati ai molti investimenti fatti- “Vent’anni fa eravamo la provincia con meno reti dell’acqua del nord Italia e in questo periodo è stato portato l’acquedotto quasi in tutti i comuni” dichiara Zacchi.
«Le tariffe dell’acqua riguardano un servizio regolato: vengono infatti definite con un calcolo stabilito dalle normative vigenti e sono controllate da Arera. A livello provinciale sono predisposte dall’Ato, poi approvate dalla Conferenza dei sindaci e infine dal Consiglio provinciale. Ma, proprio perché frutto di un calcolo stabilito dalle norme, l’Ato ha pochissima discrezionalità sulle tariffe», sottolinea Zacchi.
«Mi stupisce infatti questo dibattito. Baschieri chiede che gli investimenti vengano distribuiti su un periodo più lungo, ma già oggi sono articolati su un numero di anni congruo per permettere la realizzazione delle opere necessarie. Quali sono, dunque, gli investimenti che Baschieri ritiene possano essere diluiti su più anni?», prosegue il presidente dell’Ato.

“PER ABBASSARE LE TARIFFE BISOGNA AUMENTARE GLI ALLACCI AGLI ACQUEDOTTI”

«In realtà esiste un solo modo per poter abbassare le tariffe: aumentare il numero delle utenze allacciate agli acquedotti. Ci sono Comuni in cui la percentuale di allacci è del 50%. Se riuscissimo a passare da una media generale del 60-70% al 90%, è logico che le tariffe scenderebbero, perché i costi degli investimenti verrebbero ripartiti su un numero maggiore di utenze. Per questo abbiamo deciso di avviare già quest’anno una campagna di informazione per far comprendere ai cittadini quanto sia importante allacciarsi agli acquedotti, anche perché le acque dei pozzi privati non hanno più le caratteristiche di 50-60 anni fa, per non parlare dei territori dove l’acqua presenta gravi problemi, come l’arsenico».
Se i cittadini dovessero persistere a non allacciarsi all’acquedotto i Comuni potrebbero intervenire con delle ordinanze di obbligo all’allaccio. Alcuni Enti hanno già provveduto in tal senso ma molti fino ad ora lo hanno evitato.

“IMPORTANTE ESSERE ARRIVATI AL GESTORE UNICO”

Zacchi, il cui mandato scadrà tra pochi giorni insieme a quello del presidente della Provincia Carlo Bottani, che lo aveva nominato, evidenzia infine l’importante lavoro svolto per arrivare al gestore unico del servizio idrico integrato: «Ci ho lavorato per tre anni – conclude – e vedere che finalmente ci siamo arrivati è una grande soddisfazione».