MANTOVA – La Prefettura di Mantova ha ufficializzato il divieto di trasferta per i tifosi biancorossi: una misura valida per due mesi, scattata il 12 novembre, in seguito al decreto emesso dal Ministero dell’Interno. Una decisione pesante, che priverà la squadra di Davide Possanzini del sostegno del proprio pubblico in alcune delle partite più delicate del calendario.
Le motivazioni del provvedimento
Il giro di vite arriva dopo gli incidenti avvenuti l’8 novembre nei pressi dello stadio Martelli, al termine del match contro il Padova. Alcuni sostenitori virgiliani erano riusciti ad aggirare momentaneamente il cordone di sicurezza, raggiungendo i binari di Valletta Valsecchi, dove si è verificato un principio di contatto con la tifoseria ospite. L’intervento tempestivo delle forze dell’ordine ha evitato conseguenze più gravi e ha permesso il regolare deflusso del migliaio di padovani presenti. Il Ministero dell’Interno, già intervenuto recentemente con misure analoghe su altre tifoserie di Serie B e categorie inferiori, ha quindi scelto la linea dura anche nei confronti dei biancorossi.
Tre trasferte già vietate, altre a rischio
Sono tre le partite che i tifosi del Mantova non potranno seguire in trasferta nelle prossime settimane:
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Venezia – Mantova (29 novembre)
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Cesena – Mantova (13 dicembre)
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Carrarese – Mantova (27 dicembre)
Tre incontri chiave nella corsa dei virgiliani, che dovranno affrontarli senza il proprio tifo al seguito. Il blocco alle trasferte resterà in vigore fino al 31 gennaio 2026, data in cui è in programma la gara di Pescara. E proprio quella potrebbe essere la prima occasione utile per rivedere i sostenitori biancorossi al seguito della squadra. Resta invece altamente probabile che anche la prima trasferta del girone di ritorno — Padova il 13 gennaio — sia off limits, visto il contesto che ha portato all’attuale provvedimento.
















