Via libera del Consiglio regionale lombardo alla riforma del trasporto pubblico locale. L’Aula ha approvato a maggioranza la revisione della legge regionale 6/2012 con 45 voti favorevoli e 21 contrari, dando il via a una profonda riorganizzazione del settore che punta su governance rafforzata, integrazione dei servizi, sicurezza e digitalizzazione.
LA REGIONE ESCE DALLE AGENZIE DEL TPL
Il provvedimento ridefinisce il ruolo della Regione, che assume una funzione centrale di regia strategica del sistema. La novità più rilevante è l’uscita di Palazzo Lombardia dalle Agenzie del Tpl – finora partecipate solo per il 10% – con una riorganizzazione delle competenze tra Regione, Province, Comuni e Agenzie territoriali e un potenziamento della funzione di indirizzo regionale. Nasce inoltre il Comitato regionale del trasporto pubblico, organismo di coordinamento tra i bacini con la presenza delle aziende e delle rappresentanze dei lavoratori. Per il relatore Marco Bestetti (Fratelli d’Italia), la riforma segna “il passaggio da un sistema frammentato a un modello di mobilità integrata”, consentendo alla Regione di emanare direttive vincolanti per garantire standard omogenei di qualità, tecnologia ed efficienza su tutto il territorio. Una scelta che, secondo la maggioranza, non indebolisce ma rafforza la capacità di programmazione e controllo.
OLTRE 200 MILIONI DI INVESTIMENTI PER IL SISTEMA DEI TRASPORTI
Sul piano delle risorse, la legge prevede oltre 200 milioni di euro di investimenti. Tra il 2026 e il 2029 sono stanziati 105,9 milioni per la riqualificazione delle fermate e dei nodi di interscambio, 19,55 milioni per la bigliettazione digitale, 8 milioni per l’informazione all’utenza e 67,8 milioni per i servizi integrativi ferro-gomma, destinati a garantire collegamenti anche nelle aree non servite dal treno. A questi si aggiungono 5 milioni di euro annui per sostenere i servizi nelle zone svantaggiate, con l’obiettivo di ridurre le disparità tra città e aree periferiche o montane.
BIGLIETTAZIONE DIGITALE E TARIFFA INTEGRATA: ARRIVA IL ‘BEST FARE’
Uno dei pilastri della riforma è l’integrazione tariffaria e tecnologica. Viene istituito un sistema unico di raccolta dei dati della bigliettazione elettronica, che permetterà di monitorare la domanda di mobilità, migliorare la ripartizione degli introiti e favorire una piena integrazione tariffaria digitale anche su base transfrontaliera. Il sistema, interoperabile tra i diversi bacini, adotterà la logica del “best fare”, applicando automaticamente la tariffa più conveniente in base al viaggio effettuato.
SICUREZZA: BODYCAM, FS SECURITY E TAVOLO PERMANENTE
Ampio spazio è dedicato anche alla sicurezza. La legge istituisce il Tavolo permanente per la sicurezza nel trasporto pubblico regionale e locale, introduce la sperimentazione del modello operativo FS Security con l’uso di bodycam per il personale nelle stazioni e sulle tratte ferroviarie più a rischio e prevede agevolazioni per appartenenti alle Forze dell’Ordine, alle Forze Armate e alla Polizia Locale sui mezzi del trasporto pubblico. La riforma interviene inoltre su settori specifici. Per i taxi viene confermata la Commissione consultiva e introdotto l’adeguamento annuale obbligatorio delle tariffe; per i servizi NCC il contingentamento delle autorizzazioni sarà programmato dalla Regione, che manterrà competenza e controllo sulle nuove licenze. È stabilito che taxi e NCC possano operare solo con conducenti iscritti all’apposito ruolo presso la Camera di Commercio, con requisiti stringenti: chi ha riportato condanne per reati gravi non potrà ottenere l’idoneità.
NAVIGAZIONE E DEMANIO LACUALE: GESTIONE ASSOCIATE E NUOVE COMPETENZE
Novità anche per la navigazione e il demanio lacuale, con l’obbligo di gestione associata tramite le Autorità di bacino, nuove regole di trasparenza e riparto dei proventi, e l’affidamento ai Comuni di Milano e Pavia della gestione dei porti sui Navigli storici. Tra gli emendamenti approvati figurano inoltre la clausola sociale e la destinazione del 2% degli utili delle Agenzie Tpl a nuovi investimenti sul personale.
L’assessore regionale ai Trasporti e Mobilità sostenibile, Franco Lucente, rivendica il lavoro svolto dalla Giunta: “La riforma arriva dopo oltre un anno e mezzo di confronto per consegnare alla Lombardia una legge moderna, capace di dare alla Regione un ruolo centrale nella gestione delle risorse e nelle politiche attuative, con una programmazione mirata alle specificità dei territori e alle esigenze dei viaggiatori”. Di segno opposto il giudizio delle opposizioni, che definiscono il provvedimento “un’occasione persa”. Per Pd, M5S e altre forze di minoranza, l’uscita della Regione dalle Agenzie del Tpl rischia di generare confusione gestionale, indebolire il coordinamento tra trasporto su ferro e su gomma e non offrire risposte concrete alle esigenze di mobilità dei territori. Il Pd teme inoltre che il nuovo assetto possa tradursi in aumenti tariffari scaricati sui Comuni e chiede garanzie affinché le tariffe non vengano ritoccate nei prossimi anni.
Abbiamo dato una forte impronta leghista alla nuova legge sui trasporti, facendo approvare una serie di proposte concrete che mettono al centro la sicurezza sui mezzi pubblici, per noi una priorità assoluta” dichiara il consigliere regionale della Lega Alessandra Cappellari. “Un bravo al nostro Assessore ai Trasporti e Mobilità sostenibile Franco Lucente che con questa riforma del trasporto pubblico locale, sostenuta con forza da tutto il gruppo di Fratelli d’Italia, segna il passaggio da un sistema frammentato a un modello di mobilità integrata dove la Regione riprende la sua funzione naturale di regia strategica”, sottolinea il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Paola Bulbarelli.

















