MANTOVA – Una presunta morosità sul bollo auto, una cifra relativamente bassa da pagare e un sito che, a prima vista, può sembrare quello ufficiale dell’Aci. È questo il meccanismo della nuova truffa online sul bollo auto segnalata dal Cert-Agid, una campagna di phishing costruita per convincere gli automobilisti a fornire non soltanto i propri dati personali, ma anche gli estremi completi della carta di pagamento.
A mettere in guardia i cittadini è Franco Bruno, responsabile dello sportello anti-truffa della Cna, servizio a tutela di imprese e cittadini. Il raggiro passa attraverso falsi portali che sfruttano il nome, il logo e una grafica riconducibile all’Automobile Club d’Italia, pur essendo completamente estranei ai canali istituzionali dell’Aci.
Il meccanismo è studiato per apparire credibile. Al cittadino viene comunicata l’esistenza di un bollo annuale non pagato entro la scadenza, facendo leva sul timore di possibili sanzioni. Per verificare la presunta irregolarità, il falso portale chiede inizialmente di inserire il codice fiscale e la targa del veicolo. La procedura prosegue poi con la richiesta di ulteriori informazioni personali: nome e cognome, indirizzo e-mail, numero di telefono e indirizzo completo di residenza. Alla fine compare una schermata che simula il pagamento di una sanzione di appena 15,87 euro, una somma volutamente contenuta che può indurre la vittima a procedere senza particolari sospetti.
È proprio al momento del pagamento, però, che il raggiro diventa più pericoloso. Come sottolinea Bruno, vengono infatti richiesti il nome dell’intestatario della carta, il numero, la data di scadenza e il codice CVV. Informazioni che, una volta finite nelle mani dei truffatori, possono essere utilizzate per effettuare operazioni fraudolente e sottrarre denaro. L’invito è quindi a prestare la massima attenzione ai siti utilizzati per verificare o pagare il bollo auto. Aci mette a disposizione un servizio ufficiale per il pagamento, accessibile attraverso i sistemi di autenticazione della pubblica amministrazione, come SPID o Carta d’identità elettronica.


















