MANTOVA – Ha preso il via l’attività di screening al polmone promossa da Asst Mantova, in sinergia con Ats della Val Padana. Si rivolge a uomini e donne residenti e assistiti in Lombardia di età compresa tra 55-74 anni, forti fumatori o ex-forti fumatori nell’ultimo anno. Lo screening gratuito prevede di sottoporre i reclutati a valutazione polmonare tramite tac a bassa dose di radiazioni e la presa in carico da parte del centro antifumo, se ancora fumatori. Regione Lombardia è la prima in Italia a partire con questa linea di screening. Mantova è fra i 16 centri lombardi selezionati e finanziati per attivare un’iniziativa di prevenzione che mira a ridurre gli effetti del fumo sui tumori al polmone e la mortalità dovuta al tabagismo.
“Per Asst e per tutto il territorio mantovano – ha affermato il direttore generale di Asst Mantova Anna Gerola alla conferenza stampa di questa mattina all’ospedale Carlo Poma – è un grande risultato e un’opportunità, un’attività preziosa che si aggiunge agli altri percorsi di screening già disponibili: tumore della mammella, del colon retto, del collo dell’utero, della prostata e ricerca degli anticorpi contro l’epatite C. Ringrazio tutti i professionisti impegnati in questa attività e sottolineo l’importanza della sinergia con Ats della Val Padana”.
L’apprezzamento si è estenso anche al direttore sanitario di Ats della Val Padana Piero Superbi che ha elogiato la collaborazione fra Asst e Ats: “Si tratta di un’integrazione proficua, che si consolida con questa nuova linea di screening, da aggiungere a quelle già in essere e conferma la qualità dei nostri sforzi in termini di prevenzione”.
Nei giorni scorsi sono stati reclutati i primi pazienti attraverso i centri di disassuefazione al fumo dei SerD e, in collaborazione con il Servizio Screening di Ats Val Padana. Sono state effettuate le prenotazioni ai primi accessi diagnostici tramite tac e con diagnosi coadiuvata dai sistemi di intelligenza artificiale.
“Al fine di potenziare l’offerta – ha aggiunto il direttore della Fisica Sanitaria di Asst Mantova Giampietro Barai – Regione Lombardia ha pubblicato un avviso di manifestazione di interesse, individuando sul territorio le realtà sanitarie caratterizzate da una pratica clinica di elevata qualità e appropriatezza che possiedano gli stringenti requisiti qualitativi richiesti, al fine di creare una rete regionale e definire, sulla scorta dell’esperienza acquisita, indirizzi regionali condivisi. Saranno circa 400 i pazienti interessati. Fra i nostri punti di forza tac altamente performanti che riducono al minimo le dosi di radiazioni erogate, tecnologie avanzate fra le quali l’intelligenza artificiale e radiologi dedicati”.
L’Asst di Mantova, dunque, partecipando al bando è stata selezionata quale ente erogatore dello screening polmonare. Sono coinvolti i presidi di Mantova, Asola e in futuro anche quello di Borgo Mantovano.
L’Asst di Mantova, dunque, partecipando al bando è stata selezionata quale ente erogatore dello screening polmonare. Sono coinvolti i presidi di Mantova, Asola e in futuro anche quello di Borgo Mantovano.
Il tumore del polmone è il terzo tumore per incidenza in Italia. In Lombardia si registrano circa 7.800 nuovi casi all’anno, con una maggiore prevalenza negli individui di sesso maschile. Il 60 per cento circa dei decessi attribuibili al tumore del polmone in Italia avviene nei soggetti forti fumatori.
“È fondamentale la diagnosi precoce – ha proseguito Angelo Carretta – perché ci consente di incrementare gli anni di sopravvivenza. Abbiamo fatto grandi progressi anche sulla cura della patologia in fase avanzata, ma la diagnosi precoce resta decisiva”.
Gli studi clinici americani ed europei hanno dimostrato che l’esecuzione periodica di una TC torace a basso dosaggio in una popolazione a elevato rischio per età e abitudine al fumo, è in grado di identificare tumori polmonari nella fase iniziale, riducendo la mortalità dei soggetti colpiti tra il 20 e 39 per cento.
Gli studi clinici americani ed europei hanno dimostrato che l’esecuzione periodica di una TC torace a basso dosaggio in una popolazione a elevato rischio per età e abitudine al fumo, è in grado di identificare tumori polmonari nella fase iniziale, riducendo la mortalità dei soggetti colpiti tra il 20 e 39 per cento.
“In provincia di Mantova – sono le parole del direttore di Pneumologia Massimiliano Beccaria – la percentuale di fumatori è superiore alla media nazionale, 25,5 per cento contro i 24,2 per cento italiani nei maschi e 18,5 per cento contro il 15,9 per cento italiani nelle femmine, per un totale di 22 per cento contro il 19,9. Si è registrata negli ultimi anni un’inversione di tendenza: mentre cala la curva dei fumatori negli uomini, cresce quella delle donne, soprattutto nelle ragazze tra i 14 e 18 anni”.
Emanuela Anghinoni, responsabile dei programmi di Screening di Popolazione di Ats della Val Padana ha ricordato che sul territorio di Ats della Val Padana (Mantova, Cremona, Crema) i casi di tumore al polmone sono 540 all’anno, 300 dei quali mantovani, il 36 per cento sono donne. Ilenia Zanini e Beatrice Lusenti, dell’equipe tabagismo del Sert di Mantova, hanno riportato che gli utenti che si rivolgono a questo servizio sono il 50 per cento in più nell’ultimo anno, tanto che è stato raddoppiato il numero degli operatori dedicati per fare fronte alla richiesta della popolazione.
La struttura Ser.D mette a disposizione un centro per il trattamento del tabagismo, in particolare nella sede di Mantova (via Hrovatin 2), sia per la specializzazione nella cura di tutte le dipendenze che per l’esperienza acquisita da alcuni operatori che si sono dedicati a questo settore. Ulteriori informazioni sui siti www.asst-mantova.it e www.ats-valpadana.it, alle pagine dedicate allo screening.
Fiorenzo Cariola
















