NUVOLATO (QUISTELLO) – La vecchia scuola materna di Nuvolato torna a vivere e diventa una foresteria dove l’accoglienza dei turisti si intreccerà con l’inclusione lavorativa di persone con fragilità.
È stata inaugurata questa mattina “Il Ponte tra le nuvole”, la struttura affidata alla cooperativa sociale Il Ponte di Poggio Rusco, che ospiterà cicloturisti, camminatori e pellegrini e offrirà nuovi spazi alle attività della comunità.
Il nome è stato ufficializzato durante il taglio del nastro e unisce il riferimento alla cooperativa con quello alla frazione. «Oggi abbiamo presentato il nome della foresteria, Il Ponte tra le nuvole: richiama Il Ponte, che gestirà la struttura, e Nuvolato, il paese che la ospita – ha spiegato il vicesindaco Massimo Marchini –. Le attività inizieranno tra pochi giorni: la struttura è già arredata e utilizzabile. Il via ufficiale entro la prima decade di ottobre».
Negli ambienti dell’ex materna sono stati ricavati otto posti letto distribuiti in tre camere, due bagni, una cucina attrezzata e una sala polivalente. La posizione lungo la Via Carolingia e la rete delle ciclovie dell’Oltrepò rende la foresteria un punto di sosta per chi visita il territorio a piedi o in bicicletta. Gli spazi potranno inoltre essere utilizzati per iniziative culturali e sociali, tornando a essere un luogo di aggregazione per gli abitanti delle frazioni.
La gestione è stata assegnata attraverso un bando alla cooperativa Il Ponte, che affiancherà all’ospitalità percorsi di integrazione lavorativa per persone con disabilità e giovani Neet, che non studiano e non lavorano. Una scelta sulla quale l’amministrazione ha voluto costruire il progetto fin dall’inizio.
«La giunta era determinata ad affidare la struttura a una cooperativa sociale – ha sottolineato Marchini –. Non volevamo un’attività privata, ma promuovere l’inclusione e dare ai ragazzi la possibilità di rendersi utili in un’attività che sostiene il turismo lento, lungo il percorso della Via Carolingia. Il loro coinvolgimento ci rende orgogliosi».
Un coinvolgimento cominciato già durante i preparativi per l’apertura, con i ragazzi impegnati ad allestire gli ambienti destinati agli ospiti. «Vederli preparare i letti e sistemare tutte le tazze e i piatti da mettere in cucina, con quella felicità, ci rende orgogliosi», ha aggiunto il vicesindaco.
L’inaugurazione conclude un lungo percorso di recupero di un edificio che aveva subito un progressivo degrado. Un primo bando della Fondazione Comunità Mantovana aveva permesso di mettere in sicurezza e salvaguardare le decorazioni di Giuseppe Gorni. Successivamente l’amministrazione precedente guidata da Luca Malavasi aveva ottenuto un finanziamento del Gal Terre del Po, che, insieme alle risorse comunali, aveva consentito di avviare il recupero dell’immobile.
Nel 2024 il Comune ha deciso di completare la riqualificazione, integrando il progetto con 70mila euro del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Le risorse sono state impiegate per sostituire i serramenti e migliorare l’efficienza energetica, rifare i bagni e realizzare una rampa d’ingresso per superare le barriere architettoniche. Un ulteriore contributo di 30mila euro del ministero del Turismo ha finanziato gli arredi.
Il prossimo intervento riguarderà i servizi per le biciclette. Attraverso la Strategia regionale per le aree interne, il Comune ha ottenuto altri 100mila euro per un ricovero bici e una ciclofficina nell’area esterna dell’edificio. I lavori sono previsti nel 2027 e completeranno l’offerta rivolta ai cicloturisti.
Alla cerimonia hanno partecipato il sindaco Gloriana Dall’Oglio e tutta la giunta, insieme alle associazioni del territorio. Tra i presenti Elena Mossini del centro d’ascolto Caritas di San Benedetto Po, il presidente dell’associazione Museo Gorni Marco Bui, Luca Dall’Olio, presidente della Croce Bianca di Quistello, e Sergio Mantovanelli, presidente del centro sociale Auser.


















