“Un Consiglio comunale sulla crisi Corneliani”. E’ la richiesta dei lavoratori che chiedono certezze sul futuro dell’azienda

MANTOVA – I lavoratori della Corneliani hanno invaso Piazza Martiri e hanno portato così la loro protesta nel cuore del centro storico di Mantova prima che due loro rappresentanti entrassero in Consiglio Consiglio Comunale per illustrare, anche in questa sede, la loro situazione e il perché, per la terza volta in pochi mesi, abbiano deciso di dichiarare una nuova mobilitazione.
In aula Consigliare sono state Ornella Palmisano e Giovanna Giannini a portare la voce dei lavoratori, tra i quali cresce la preoccupazione per una situazione che diventa ogni giorno più difficile.

E’ stato ribadito come sia importante che venga concesso il rinvio di 90 giorni per la scadenza del deposito del piano concordatario, ed è stato di nuovo puntato il dito accusatore contro l’attuale proprietà che oltre sei mesi fa ha deciso di abbandonare l’azienda e i suoi lavoratori lasciandoli alla deriva del concordato in bianco.
Nell’androne del Comune vengono depositati una serie di finti pacchi regalo su cui campeggia la scritta “Natale è passato ora basta pacchi”. Gli stessi che durante la manifestazione erano stati depositati sui gradini del palazzo delle Poste.

Si chiede uno sblocco della trattativa per la quale c’è bisogno anche di un’iniezione di liquidità degli azionisti, praticamente indispensabile per ottenere l’ingresso nel capitale da parte del Mise con i 10 milioni di euro promessi la scorsa estate.
Il sindaco Mattia Palazzi in Consiglio ha ribadito la sua vicinanza ai lavoratori e l’impegno concreto per far si che la trattativa possa riaprirsi e affinchè possano arrivare presto anche notizie certe sui tre nuovi investitori.
“Che ne è di Giglio Group, di Berg e Pillarstone? ” E’ la domanda infatti che ricorre più spesso tra i lavoratori, quei tre nomi comunicati a suo tempo al tribunale dagli stessi vertici di Corneliani.
L’intervento in aula si chiude con la richiesta di un Consiglio Comunale ad hoc sulla crisi Corneliani da convocare il prossimo gennaio, richiesta che chiude in qualche modo anche il secondo giorno di mobilitazione anche se la protesta in Piazza Martiri è poi continuata nel pomeriggio.

 

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