Un sacerdote mantovano in Terra Santa: don Luigi Milani e la sua missione di speranza

GERUSALEMME – Il sacerdote mantovano don Luigi Milani, 58 anni nativo di Castel Goffredo, dallo scorso settembre sta trascorrendo un periodo di studio e servizio in Terra Santa, ospite presso il Capuchin Monastery a Gerusalemme.
Progetti per reinserire i profughi che pian piano stanno rientrando nella loro terra e che si ritrovano senza lavoro, ma anche iniziative per l’istruzione per i più piccoli e di carità.
Di questo e non solo si occupa don Luigi, che la Terra Santa la conosce molto bene perchè da più di 30 anni accompagna i pellegrini, ma che è alla sua prima esperienza con una missione così lunga. Resterà a Gerusalemme fino a settembre, un anno esatto.

“E’ un momento delicato – ci dice don Milani – stiamo vivendo i segnali di speranza della tregua, c’è più sicurezza, sono ripresi i voli e i profughi, i cristiani di Gaza, incoraggiati dai loro pastori, dal Patriarca dei Latini Pierbattista Pizzaballa e dalla nostra solidarietà stanno pian piano rientrando”.
Molti di loro abitavano a Betlemme o a Gerusalemme Est e lavoravano a Gerusalemme quando sono stati costretti ad andare via e ora non hanno più un lavoro e non possono più contare sul guadagno proveniente dal turismo e dai pellegrinaggi. Ecco allora che alcuni progetti messi in campo dalla Diocesi cercano di dare una risposta a questi bisogni.
Qualche esempio?
Con le suore Comboniane don Luigi incontra le donne beduine dei villaggi del deserto nell’ambito del progetto “Fili di pace” che recupera l’antica tradizione del punto croce. Con l’offerta di un benefattore è stato possibile acquistare delle macchine da cucire per dare al prodotto finale maggiore professionalità.
I manufatti vengono acquistati direttamente nei villaggi e portati nei negozi a Ponti sul Mincio e Guidizzolo per essere fatti conoscere e per far apprezzare il lavoro certosino di queste madri che per la prima volta si vedono tra le mani un po’ di denaro per comperare ciò che è necessario alla famiglia e per la loro dignità di donne. “Attualmente siamo presenti in 4 villaggi, in tutto sono 12 vediamo che queste donne capiscono l’importanza di quello che fanno, non solo perchè in questo momento sono loro a sostenere la famiglia, ma anche perchè il ricavato della vendita dei loro manufatti aiuta altre realtà sul territorio” spiega don Milani.
Solidarietà che genera solidarietà quindi.
Tra le iniziative c’è anche il progetto “baby kit” che grazie ad un contributo di 17mila euro permette di fornire sostegno alle famiglie con bambini dagli 0 ai 3 anni.
Ci sono poi le suore Dorotee che insegnano a udire e a parlare a circa 300 bimbi sordomuti con un metodo unico al mondo, quello di leggere il labiale rendendoli indipendenti e permettendo loro di fare una vita normale.

“Dopo essermi confrontato con il vescovo di Mantova – racconta don Luigi  – ho potuto anch’io venire in questi luoghi per dedicarmi alla preghiera, allo studio e al servizio alla Chiesa di Gerusalemme, numericamente piccola e particolarmente provata nella sua fede, ma proprio per questo segno di speranza tra ebrei e musulmani. Mi immergo nella ricerca biblica e archeologica ma soprattutto negli incontri con le persone e con le esperienze che sono le pietre viventi dei luoghi santi. Sto imparando a conoscere la cultura islamica con i suoi pilastri fondamentali, le feste e le antiche tradizioni del popolo ebraico e i differenti riti delle Chiese cristiane che hanno qui con gli altri popoli radici comuni e i loro santuari principali”.

Don Luigi ha da poco ricevuto la visita di una delegazione della Diocesi di Mantova che si è recata a Gerusalemme per incontrare il Patriarca. Si è trattato di un momento ricco di significato in questo anno Giubilare grazie al messaggio di sostegno della chiesa mantovana: un incontro che ha dato ancora più forza e speranza al sacerdote mantovano.