VIADANA – Quanti impianti fotovoltaici a terra e agrivoltaici sono presenti a Viadana, quanto terreno occupano e quali coltivazioni vengono mantenute sotto i pannelli? Sono alcune delle domande al centro dell’interrogazione presentata dai consiglieri Fabrizia Zaffanella, della lista Io Cambio, e Silvio Perteghella, di Viadana Democratica, con il contributo della lista Impegno Civico per Viadana.
Il documento, rivolto al sindaco e all’assessore competente, chiede un quadro della diffusione degli impianti sul territorio comunale, delle richieste per nuove installazioni e delle garanzie previste per il ripristino dei terreni al termine della loro attività.
Consumo di suolo e tutela delle coltivazioni
Alla base dell’iniziativa c’è la preoccupazione dei proponenti per la crescente presenza di impianti nelle aree agricole. Nell’illustrare l’interrogazione i consiglieri richiamano un’analisi Ispra pubblicata nel 2025, secondo la quale il fotovoltaico a terra nel 2024 ha occupato 1.702 ettari di suolo, quadruplicando il valore dell’anno precedente. Sempre secondo i dati citati, l’80% delle installazioni ha interessato aree agricole, con una maggiore concentrazione in Lazio, Sardegna e Sicilia.
Zaffanella e Perteghella segnalano tre principali criticità legate all’espansione del fotovoltaico a terra: la perdita delle funzioni del suolo, dalla capacità di assorbire acqua a quella di immagazzinare carbonio e sostenere la biodiversità; la riduzione delle superfici disponibili per la produzione alimentare; la trasformazione del paesaggio rurale e la frammentazione degli ecosistemi.
La preoccupazione riguarda anche l’effettiva prosecuzione dell’attività agricola negli impianti agrivoltaici, progettati per integrare la produzione di energia con le coltivazioni. I consiglieri chiedono quindi quali colture siano presenti sotto i pannelli degli impianti già attivi a Viadana, sollecitando una risposta possibilmente corredata da fotografie, e quale soggetto effettui i controlli sul mantenimento dell’attività agricola.
Nel documento vengono indicate anche alternative considerate meno impattanti: l’installazione di pannelli sui tetti e sulle coperture industriali e l’utilizzo di aree dismesse, ex cave e siti industriali. L’obiettivo richiamato dai proponenti è conciliare lo sviluppo delle energie rinnovabili con la salvaguardia del territorio e dei terreni coltivabili.
Impianti, nuove richieste e dismissioni: le domande al Comune
L’interrogazione chiede innanzitutto il numero degli impianti presenti e la superficie complessivamente occupata, oltre al numero e alle dimensioni delle richieste in corso per nuove realizzazioni. Un altro punto riguarda l’energia mediamente prodotta e la quota del fabbisogno comunale coperta da questi impianti.
I consiglieri domandano inoltre quale sia l’impatto dei parchi agrivoltaici vicini ai centri abitati e come il loro sviluppo si rapporti al Piano di governo del territorio. Sul fronte della tutela agricola, chiedono quali limiti abbia individuato il Comune per le aree idonee e quale percentuale della superficie agricola utilizzata sia interessata dagli impianti.
Infine, il documento affronta il tema della dismissione e del recupero dei terreni. Zaffanella e Perteghella vogliono conoscere le garanzie richieste dall’amministrazione affinché, una volta conclusa la vita produttiva degli impianti, le aree possano tornare alla funzionalità precedente all’installazione dei pannelli.

















