MANTOVA – Le associazioni Italia Nostra -Sezione di Mantova – e Mantovani nel Mondo annunciano il deposito formale di un’istanza di accesso agli atti e di una richiesta di informazioni urgenti indirizzata alla Provincia di Mantova. L’azione si è resa necessaria per fare chiarezza sull’aggiornamento del Piano Provinciale di Protezione Civile, in un contesto di criticità strutturali e rischi ambientali ormai non più trascurabili.
“L’allarme certificato: il Verbale della Regione Lombardia Il fulcro della istanza risiede nelle risultanze ufficiali emerse durante le audizioni presso la Regione Lombardia dell’ottobre 2025. Come riportato nel verbale ispettivo regionale della Commissione Cultura di Regione Lombardia , è stata assunta e inviata agli Assessorati e Ministeri competenti la segnalazione riguardante le vibrazioni costanti prodotte dal transito ferroviario, disponendo altresì l’ invio all’ Assessorato Regionale della Protezione Civile . Infatti l’impatto dei cantieri limitrofi (Sottopasso Porta Cerese e ampliamento Ospedale Poma) rappresentano una minaccia diretta alla stabilità statica del complesso gonzaghesco e al Polo Sanitario di Mantova. Il documento regionale ha preso atto della vulnerabilità del sito UNESCO che richiede protocolli di monitoraggio e protezione immediati, ad oggi non pienamente integrati nella pianificazione provinciale” dichiara una nota delle due associazioni.
Nonostante lo stanziamento di 50.000 euro per l’adeguamento del Piano di Protezione Civile, le associazioni denunciano una mancanza di trasparenza su: “rischio Merci Pericolose: Il transito quotidiano di 29 convogli carichi di sostanze infiammabili (butano) a soli 12 metri dalle scuderie e a 40 metri dalla Sala dei Giganti configura un potenziale scenario di incidente rilevante, per il quale non sono noti i piani di evacuazione e contenimento”. Vi è poi la questione della “sovrapposizione dei cantieri che fino al 2027 rischia di compromettere i percorsi di emergenza-urgenza delle ambulanze. Si richiede di conoscere il coordinamento reale tra i piani di Comune, Provincia e Asst Resta insoluto la mancata applicazione del protocollo d’intesa del 2018 tra Comune capoluogo e Rfi per l’eliminazione della tratta ferroviaria cittadina, ad oggi rimasto lettera morta. La protezione dei cittadini , del Polo Sanitario di Mantova e del patrimonio Unesco non può essere gestita con documenti chiusi negli uffici. Occorre informazione e trasparenza totale sul futuro nuovo Piano e sulle misure concrete previste per scongiurare un disastro monumentale e ambientale. Le Associazioni hanno notificato l’atto anche alla Prefettura di Mantova, alla Regione Lombardia, alla Protezione Civile nazionale e al Ministro competente, sollecitando un riscontro immediato a tutela della pubblica incolumità e della storia mantovana” conclude la nota.











