Roncoferraro, carcasse di suinetti abbandonate e ratti ovunque nell’allevamento. Sequestro e multa di 10 mila euro

RONCOFERRARO – “Carcasse di suinetti abbandonate, ferite trascurate, infestazioni di ratti, ambienti sporchi e angusti, senza luce naturale”.
È questo il quadro inquietante denunciato da Greenpeace Italia, che nei giorni scorsi ha pubblicato sul proprio sito le immagini di un allevamento intensivo di suini nel comune di Roncoferraro.
Secondo l’organizzazione ambientalista, quelle foto e quei video mostrano «una finestra terribile che svela una verità troppo comune negli allevamenti intensivi di maiali: fabbriche di carne che raccontano una realtà ben diversa dalla narrazione rassicurante dell’eccellenza del Made in Italy».
Dalle immagini verificate da Greenpeace emergerebbe un’estesa infestazione di roditori che convivono con i suini negli stessi spazi. «In particolare – sottolinea l’associazione – nelle aree di gestazione in gabbia e nelle zone di pre-maternità i ratti scorazzano liberamente, entrando a stretto contatto con gli animali. In alcune sezioni si vedono carcasse di suinetti morsi o parzialmente mangiati dai roditori, radunati attorno a punti dove una o più scrofe avrebbero abortito».
L’associazione parla anche di carcasse di piccoli lasciate nei box per oltre 24 ore, ambienti angusti e privi di luce naturale, e animali con ferite trascurate: «Una realtà fatta di atrocità, sporcizia e sofferenza animale», scrive Greenpeace.

Il blitz dei Carabinieri e il sequestro degli animali

Quasi contestualmente alla denuncia di Greenpeace, è scattato un blitz dei Carabinieri della Stazione di Roncoferraro, insieme al Nucleo Antisofisticazione e Sanità (NAS) di Cremona, che hanno eseguito un controllo congiunto proprio all’interno dell’azienda agricola segnalata. Durante l’ispezione, i militari del NAS hanno riscontrato gravi non conformità gestionali e strutturali, soprattutto in materia di biosicurezza e benessere animale. Sono stati inoltre sequestrati farmaci detenuti in violazione della normativa vigente. Su richiesta dei Carabinieri del NAS, l’Ats Val Padana ha disposto la sospensione delle movimentazioni degli animali presenti nell’allevamento, mentre il legale rappresentante della società è stato multato per 10.000 euro. Tutti gli animali sono stati posti sotto sequestro per garantire il rispetto delle norme sanitarie e di sicurezza.