MANTOVA – Oltre 150 concerti in cinque giorni, 300 musicisti coinvolti e 30 luoghi della città pronti a trasformarsi in palcoscenici diffusi: sono i numeri della 14esima edizione di Trame Sonore, il festival internazionale di musica da camera ideato da Oficina OCM e diretto dal maestro Carlo Fabiano, presentato questa mattina a Milano, nella cornice di Palazzo Lombardia. L’appuntamento è in programma da venerdì 29 maggio a martedì 2 giugno 2026 e promette, ancora una volta, di trasformare Mantova in un grande laboratorio artistico a cielo aperto.
Per cinque giorni la città vivrà un flusso musicale continuo, dalla mattina alla sera, in un percorso che attraversa spazi monumentali e luoghi simbolici, invitando il pubblico a lasciarsi guidare in una vera e propria immersione culturale. Una formula che, negli anni, ha reso Trame Sonore un modello quasi unico nel panorama internazionale dei festival di musica da camera.
Fabiano: “Non un festival convenzionale ma una chiamata alla musica”
“Mantova è una città simbolo della Lombardia e del Rinascimento italiano – ha sottolineato il direttore artistico Carlo Fabiano –. Trame Sonore non è un festival convenzionale, ma una chiamata a raccolta per chi ha a cuore la musica d’arte e vuole riflettere sul suo futuro. Oggi i consumi culturali aumentano, ma davanti alla musica colta esiste ancora un blocco difficile da superare: noi vogliamo abbatterlo, attraverso un linguaggio eterno da rimodulare sui nostri tempi”.
Fabiano ha poi descritto l’anima della manifestazione: “Sarà un vero e proprio tourbillon di concerti, con tempistiche brevi e sedi facilmente raggiungibili a piedi. Non vogliamo fare una gara di nomi, ma privilegiare una dimensione quasi onirica, informale: anche il dress code è semplice, jeans e maglietta del festival. Trame Sonore si fonda su tre chiavi: 30 sedi, 300 artisti, 12 trame”.
Il festival è prodotto da Oficina OCM in partenariato con il Comune di Mantova, Palazzo Ducale Mantova e Fondazione Palazzo Te, con il patrocinio di Regione Lombardia. Ed è proprio la Regione ad aver ribadito il proprio sostegno attraverso le parole dell’assessore alla Cultura Francesca Caruso: “Senza distanze: artisti e pubblico condividono lo stesso spazio. È una cultura che non esclude, capace di parlare anche a chi si avvicina per la prima volta. Regione Lombardia è orgogliosa di sostenere chi fa cultura con questa visione”.
Sulla stessa linea l’assessore all’Agricoltura, Alessandro Beduschi, che ha evidenziato come “il capoluogo virgiliano confermi, con il Festival Trame Sonore, la sua capacità di fare arte riconosciuta in tutto il mondo” e il consigliere regionale Paola Bulbarelli che ha rimarcato la capacità del festival di “trasformare la nostra Mantova in un palcoscenico diffuso di rilevanza internazionale”.
Durante la presentazione sono stati inoltre letti i messaggi del sindaco di Mantova Mattia Palazzi, del direttore del Museo di Palazzo Ducale Stefano L’Occaso e del presidente della Fondazione Palazzo Te Stefano Baia Curioni, a testimonianza della forte sinergia istituzionale che sostiene la manifestazione.
Trame Sonore continua infatti a distinguersi per una formula originale e partecipativa, dove la musica supera il rito tradizionale del concerto per diventare esperienza condivisa. Artisti provenienti da tutto il mondo si incontrano e collaborano liberamente in un contesto orizzontale e informale, dando vita a programmi e ensemble inediti. Le grandi firme del concertismo internazionale si affiancano così a giovani talenti emergenti, in un dialogo creativo continuo.
Artisti da tutto il mondo: a Mantova stelle e giovani talenti
Cuore pulsante del festival resta l’Orchestra da Camera di Mantova, eccellenza italiana e vero motore artistico della manifestazione. Nell’edizione 2026 Piazza Santa Barbara, lo spazio antistante la Basilica palatina, tornerà a essere uno dei poli principali, ospitando le attività serali dell’orchestra per tutte e cinque le giornate, con programmi sempre diversi e la partecipazione di solisti ospiti, fino al concerto conclusivo insieme all’Artist in Residence.
Proprio Alexander Lonquich, artista in residenza fin dalla prima edizione, sarà tra i protagonisti insieme a un parterre di ospiti di altissimo livello: Nicolas Altstaedt, Claudio Astronio, Guido Barbieri, Giovanni Bietti, Enrico Bronzi, Gemma Bertagnolli, Paolo Bonomini, Sandro Cappelletto, Laura Catrani, Gabriele Carcano, Luca Ciammarughi, Mirijam Contzen, Anna-Lena Elbert, Giovanni Gnocchi con i violoncelli del Mozarteum, Giovanni Guzzo, David Kadouch, Julian Kainrath, Lucie Leguay, Andrea Lucchesini, Sergey Malov, Gabriele Mirabassi, Pietro Mianiti, Tai Murray, Blagoj Nacoski, Andrea Rebaudengo, Marco Rizzi, Alexandra Soumm, Nurit Stark, Alessandro Stella, Jennifer Stumm, Ruslan Talas, Carolin Widmann, Ensemble Midtvest, Quartetto di Cremona, Quartetto Goldberg, Quartetto Indaco, Ragazze Quartet, Trio Vecando e Cristina Zavalloni.
A confermare la vocazione internazionale della rassegna, anche il dialogo con importanti realtà europee e mondiali come la String Quartet Biennale Amsterdam e l’International Chamber Music Festival Utrecht nei Paesi Bassi, il West Cork Chamber Music Festival in Irlanda, il Kammermusikfest Lockenhaus in Austria, il Midtvest Nørre Vosborg Kammermusik Festival in Danimarca e l’Ilumina Festival in Brasile.
Anteprima alla Scala il 5 maggio con Alexander Lonquich
In vista dell’edizione mantovana, il festival sarà anticipato da un evento speciale: martedì 5 maggio alle ore 18, al Ridotto dei Palchi del Teatro alla Scala di Milano, si terrà un concerto con Alexander Lonquich, occasione per presentare ufficialmente al pubblico una delle esperienze musicali più originali e immersive del panorama internazionale.
Ha collaborato Matteo Fontana

















