A Palazzo d’Arco i cani dipinti di Bazzani: mostra per riscoprire il maestro barocco

MANTOVA – Inaugura il 28 febbraio a Palazzo d’Arco la mostra “I cani dipinti. Giuseppe Bazzani e l’arte che sfida il tempo”, un’esposizione che indaga il lato più intimo del grande pittore mantovano attraverso un tema inedito e sorprendente: il legame con i suoi cani, presenza costante e protagonista silenziosa nelle sue opere.

Curata da Augusto Morari, la rassegna è promossa dalla Fondazione d’Arco con il patrocinio del Comune di Mantova e della Provincia di Mantova, e con il sostegno tecnico del Politecnico di Milano – Polo Territoriale di Mantova. Sarà visitabile dal 1° marzo al 3 maggio 2026 al Museo di Palazzo d’Arco.

Protagonista è Giuseppe Bazzani (1690-1769), raffinato disegnatore ed eccellente interprete del barocco mantovano, autore di un’ampia produzione artistica. In mostra la raccolta ottocentesca dei conti d’Arco – tele e disegni del maestro – riletta secondo un fil rouge originale: non lo sguardo di eroi o condottieri, ma quello attento e devoto dei cani. Bazzani li raffigura con precisione quasi naturalistica, distinguendone le razze e collocandoli spesso in primo piano, rivelando un rapporto di intima familiarità.

L’esposizione è anche occasione per presentare il nuovo intervento illuminotecnico nella sala delle Storie di Alessandro Magno, ciclo di sette gigantesche tele a soggetto profano – raro nell’opera dell’artista – che celebra la sontuosità della sua pittura. Il progetto, curato dall’architetto Lorenzo Sacchi di Illumind Srls e sostenuto da cittadini e visitatori attraverso gli eventi 2025 della Fondazione, restituisce cromie e dettagli finora poco leggibili. Nella grandiosa impaginazione teatrale del ciclo, tra gruppi corali e scene epiche, i cani si affacciano sulla scena o ne misurano con scorci audaci la distanza dal pubblico.

Il percorso si apre con il nucleo dei disegni, l’atto originario della creazione. Spiccano cinque sanguigne naturali raffiguranti altrettante stazioni della Via Crucis, donate nel 1859 dal dottor Pietro Accordi al conte Carlo d’Arco e poi arricchite da altri due fogli oggi all’Archivio di Stato di Mantova. In “Gesù condannato a morte” compare il primo cane, che incrocia dimesso lo sguardo del Cristo; presenze analoghe ricorrono in altri fogli e nell’olio su carta “Alessandro Magno nello studio di Apelle”, da collezione privata mantovana.

Rivelatore del legame personale è l’“Autoritratto” della collezione Cesare Rimini di Milano: Bazzani si ritrae allo specchio con il fucile da caccia e accanto il fedele pointer italiano dal mantello bianco maculato e collare blu. Lo stesso cane compare nel bozzetto di Alessandro Magno, dove l’artista trasferisce i propri lineamenti nel volto di Apelle, in una dichiarazione di consapevolezza e ambizione: un’arte capace di sfidare il tempo.

La mostra è inclusa nel biglietto ordinario del museo con visita guidata. In programma anche eventi collaterali: il 15 marzo e 19 aprile alle 16 “Code e nasi curiosi”, laboratorio per bambini e famiglie; il 29 marzo alle 10.30 e alle 16 “Aperitivo canino carino” con Ciòcapiàt, aperto a tutti con il proprio cane.
Informazioni e prenotazioni: 0376 322242 – biglietteria@museodarcomantova.it.