SUZZARA – Dal 1° al 16 marzo 2026 la sede della Pro Loco di Suzzara in piazza Garibaldi 7, ospita “Mito svelato”, la nuova mostra fotografica di Paolo Bernini, un progetto che intreccia arte contemporanea, memoria e patrimonio museale. L’esposizione, curata da Daniela Sogliani (direttrice del MuVi di Viadana), nasce nell’ambito delle attività dell’associazione Amici del Premio Suzzara e gode del patrocinio del Comune di Viadana.
La mostra prende forma dall’incontro tra lo sguardo creativo di Bernini e gli oggetti conservati nelle collezioni del Museo Civico Parazzi / MuVi di Viadana: strumenti, reperti, manufatti che, attraverso l’obiettivo, si trasformano e rivelano una bellezza inattesa. L’artista utilizza una tecnica di esposizione multipla digitale, fotografando ogni soggetto da più angolazioni e con diverse intensità di luce.
Il risultato è un’immagine che supera la semplice documentazione: forme, colori e superfici si sovrappongono, creando visioni poetiche che restituiscono agli oggetti un nuovo valore simbolico. Crepe, segni del tempo e dettagli invisibili emergono come protagonisti, trasformando reperti silenziosi in storie da osservare e interpretare.
L’inaugurazione è prevista per domenica 1° marzo alle 11, sempre nella sede della Pro Loco. La mostra sarà visitabile nei seguenti orari: domenica 1, 8 e 15 marzo: 10.00–12.30 / 16.00–19.00; Sabato 7 e 14 marzo: 10.00–12.30 / 16.00–19.00
Sabato 7 marzo alle 10 è in programma un laboratorio di archeologia dal titolo “Cosa ci raccontano i cocci?”, a cura di Erika Vecchietti, archeologa e conservatrice del Museo Galleria del Premio Suzzara. L’ingresso è libero.
Il laboratorio parte da un’idea semplice ma fondamentale: la storia non è fatta solo di oggetti perfetti, ma soprattutto di frammenti. I “cocci” raccontano come si viveva, cosa si mangiava, quali materiali si usavano, quali scambi avvenivano.
La mostra di Bernini dialoga idealmente con questo approccio: nelle sue fotografie, anche un piccolo frammento diventa un universo da esplorare. Grazie al lavoro sulla luce e sulle esposizioni, i dettagli nascosti emergono e tornano a parlare.
“Mito svelato” è dunque un invito a guardare gli oggetti antichi con occhi nuovi, a scoprire la poesia racchiusa nelle cose semplici e a lasciarsi sorprendere da ciò che, a prima vista, sembra muto.














