MANTOVA – Anteprima ufficiale questo pomeriggio alla Casa del Mantegna per il docufilm “La grande magia” di Nicola De Buono.
“Ho deciso di realizzare questo docufilm – spiega De Buono – perchè la maschera di Arlecchino è stata inventata da un mantovano, Tristano Martinelli, il video è una sorta di “tributo” a questa figura dal quale poi, dal 1999, la città di Mantova attraverso la Fondazione Artioli consegna l’Arlecchino d’Oro a un personaggio del mondo dello spettacolo che incarna creatività fantasiosa e popolare, il plurilinguismo e la molteplicità di contaminazioni culturali. Queste sono infatti proprio le caratteristiche di questa maschera”.
Nel docufilm l’Arlecchino di Martinelli è l’alter ego di De Buono: uno in platea e l’altro sul palco si commentano e si criticano.
Fondamentali le testimonianze di Enzo Iacchetti, Paolo Rossi e Debora Caprioglio che raccontano com’è nata questa idea e i loro dubbi sulla realizzazione.
“L’idea è nata nel 1980, quando Dario Fo mi propose l’Arlecchino e io rifiutai – commenta De Buono – ma quando mi sottolineò che Arlecchino era mantovano mi è scattato qualcosa: è così che è nata “La grande Magia” e pensare che i primi a valorizzare questa maschera sono stati i francesi, poi arrivarono i Gonzaga”.
A 7 anni la prima recita di De Buono, che poco dopo – come sottolinea lui – era diventato dipendente dal teatro, l’attore e poeta mantovano ha sempre cullato l’idea di fare un film sul suo idolo. Eccolo allora il docufilm girato tra piazza Alberti, piazza Sordello, il teatro Sociale, tra rappresentazioni teatrale e dialoghi immaginari. Non mancano poi i riferimenti all’arte culinaria e alla tradizione mantovana. Una cosa è certa: “la vita di Tristano fu anche la mia” conclude De Bono.
Dopo la visione del docufilm l’incontro è proseguito con un excursus di De Bono sulle varie figure di Arlecchino che sono state presentate in diverse occasioni, un modo per fare un confronto con il “suo Arlecchino” insieme ai presenti.