Campogalliani, nuova stagione tra memoria, attualità e grandi classici

MANTOVA – Ottant’anni di teatro, ma con lo sguardo rivolto al presente. L’Accademia teatrale Campogalliani si prepara alla stagione 2026-2027, un cartellone che accompagnerà le celebrazioni per l’80° anno di attività della Compagnia, fondata nel 1946 e ancora oggi punto di riferimento della scena culturale mantovana. Una stagione che alternerà classici, commedie, testi di forte attualità e spettacoli capaci di affrontare alcune delle pagine più dolorose della storia, affiancati da eventi speciali, appuntamenti della Scuola di Teatro e iniziative realizzate anche fuori dal Teatrino di Palazzo d’Arco.
A presentare il programma questa mattina sono stati la presidente dell’Accademia Francesca Campogalliani, la direttrice artistica Maria Grazia Bettini e Mario Zolin, regista di numerosi spettacoli della Compagnia.

Il debutto con Čapek e una riflessione sull’intelligenza artificiale

Il sipario sulla stagione si alzerà il 22 ottobre con “R.U.R. – La fabbrica dei robot” di Karel Čapek, per la regia di Maria Grazia Bettini, in scena fino al 29 novembre. Un testo scritto oltre un secolo fa, nel 1920, che oggi assume una sorprendente attualità perché mette al centro il rapporto tra l’uomo e le macchine.
«Negli ultimi anni ho cercato di puntare la stagione sulla leggerezza, tenendo conto anche del difficile contesto che stiamo vivendo – ha spiegato Bettini –. Quest’anno ho deciso di puntare su temi più di attualità e quello dell’intelligenza artificiale lo è in pieno. È proprio con questo testo teatrale, del 1920, che nasce la parola robot e da qui prende spunto un filone di fantascienza che arriva fino a Blade Runner. Oggi però questa non è più fantascienza, è una realtà di cui non sappiamo quali saranno gli effetti».
Dal 5 al 20 dicembre tornerà invece “Canto di Natale” di Charles Dickens, nella riduzione teatrale di Chiara Prezzavento e con la regia di Bettini. Uno spettacolo ormai entrato nella tradizione della Campogalliani. «Sono anni che lo rappresentiamo, ma la gente continua a chiedercelo e quindi non può mancare», ha sottolineato la direttrice artistica. Tra la fine dell’anno e l’inizio del 2027 spazio alla comicità. Dal 30 dicembre al 17 gennaio saranno proposti nello stesso appuntamento “Il povero Piero” di Achille Campanile, con la regia di Italo Scaietta, e “Il caro estinto” di René de Obaldia, diretto da Maria Grazia Bettini. Per la serata del 31 dicembre è previsto anche il brindisi finale.

Villa Gobio, dal dialetto alla memoria

Un tono completamente diverso avrà invece “L’à portà an nostr’amich a Villa Gobio” di Vanni Mingardo, con rielaborazione di Daniele Pizzoli e regia di Bettini, in scena dal 27 gennaio al 14 febbraio. La scelta di far partire le rappresentazioni proprio il 27 gennaio, Giorno della Memoria, non è casuale. Nonostante il titolo in dialetto mantovano, infatti, lo spettacolo non è una commedia pensata per suscitare risate, ma un lavoro che invita alla riflessione. Villa Gobio, a Pietole, è uno dei luoghi simbolo delle atrocità nazifasciste nel Mantovano: qui vennero interrogate e torturate persone accusate di essere antifasciste e alcune di loro furono uccise. Dal 27 febbraio al 4 aprile il cartellone proseguirà con “Knock o il trionfo della medicina” di Jules Romains, per la regia di Mario Zolin. Il 10 e 11 aprile arriverà invece al Teatrino di Palazzo d’Arco la Compagnia teatrale Baroni Rampanti di Milano con “Madame Bovary”, tratto dal romanzo di Gustave Flaubert, con adattamento e regia di Martino Palmisano. A chiudere la stagione saranno il 15, 17 e 18 aprile “50 sfumature di mamma – escursioni teatrali nel mondo materno”, con la regia di Maria Grazia Bettini, Roberta Vesentini e Mario Zolin.

Gli appuntamenti dedicati alle donne

Al programma principale si affiancheranno due eventi speciali, entrambi a ingresso gratuito fino a esaurimento dei posti. Il 25 novembre, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, sarà proposto “Voci di donne in guerra”, per la regia di Francesca Savoia. L’8 marzo 2027, per la Giornata internazionale della donna, sarà invece la volta di “Citra – la principessa guerriera” di Rabindranath Tagore, nella traduzione di Alberto Jori e con la regia di Maria Grazia Bettini.

La Scuola di Teatro protagonista

Prima ancora dell’avvio ufficiale del cartellone sarà protagonista la Scuola di Teatro “Francesco Campogalliani”: il 2, 3 e 4 ottobre porterà in scena “Il Barbiere di Siviglia” di Gioachino Rossini, in versione ridotta e con la regia di Chiara Prezzavento, mentre il 9, 10 e 11 ottobre sarà la volta di “Colpevole o innocente”, diretto da Marco Federici. Anche queste rappresentazioni saranno a ingresso gratuito fino a esaurimento dei posti.

Una mostra racconta gli 80 anni della Campogalliani

La nuova stagione si inserisce però soprattutto nelle celebrazioni per gli 80 anni dell’Accademia, un anniversario che diventerà occasione per ripercorrere una storia iniziata nel 1946. Francesca Campogalliani, dopo aver ringraziato i numerosi soggetti che sostengono e collaborano con l’Accademia, tra cui Fondazione Comunità Mantovana, Palazzo d’Arco e Fondazione d’Arco, oltre naturalmente al pubblico, ha presentato uno degli appuntamenti centrali delle celebrazioni: la mostra “Campogalliani: dai burattini all’Accademia. Un lungo viaggio per un sipario mai chiuso”. L’esposizione sarà inaugurata il 10 ottobre alle 18 nell’ex chiesa della Madonna della Vittoria e resterà aperta, a ingresso libero, dall’11 ottobre all’8 novembre.
«Saranno esposti burattini, teste, bozzetti, stralci di scenografie, caricature, copioni, la baracca», ha spiegato Francesca Campogalliani.

Francesco Campogalliani a cui è intitolata l’Accademia

Un percorso che parte dalla figura del nonno Francesco Campogalliani, celebre burattinaio al quale il figlio Ettore, compositore e musicista, intitolò l’Accademia nel 1946. Una parte della mostra racconterà invece gli ottant’anni della Compagnia attraverso costumi, scenografie, giornali, manifesti, locandine storiche, fotografie e numerosi cimeli. A curare l’esposizione saranno la stessa presidente e Diego Fusari.

La Compagnia anche fuori dal Teatrino

L’80° anniversario non resterà confinato al palcoscenico di piazza d’Arco. Anche nella nuova stagione la Campogalliani sarà impegnata in diversi appuntamenti fuori sede, a partire da una minirassegna a Porto Mantovano e da alcune iniziative agli Istituti Santa Paola, oltre alla partecipazione ad altri eventi culturali. La Compagnia tornerà anche a Milano, al Teatro della Quattordicesima, dove porterà in scena “Il berretto a sonagli”, per la regia di Mario Zolin.
Non mancherà infine l’appuntamento con Halloween: il 31 ottobre torneranno i percorsi a Palazzo d’Arco, mentre il 1° novembre la Campogalliani approderà per la prima volta al Castello di Castel d’Ario. «L’atmosfera è perfetta per ospitare fantasmi, mostri, zombie e tutto quanto fa horror», ha osservato Bettini.

Per gli spettacoli della stagione ordinaria il costo dei biglietti sarà di 15 euro per l’intero e 12 euro per il ridotto. La prevendita partirà dal 2 ottobre, il venerdì e il sabato dalle 17.30 alle 19 al Teatrino di Palazzo d’Arco, oltre che online attraverso Mailticket e il sito dell’Accademia. Per gli spettacoli della Scuola di Teatro e gli eventi speciali, invece, l’ingresso sarà gratuito con prenotazione all’indirizzo biglietteria@teatro-campogalliani.it.
Tra spettacoli, mostre, appuntamenti speciali e iniziative fuori sede, gli 80 anni della Campogalliani attraverseranno così tutta la stagione, restituendo il senso di una storia che continua a vivere sul palcoscenico e nel rapporto con il suo pubblico.