Cgil e Anpi celebrano Teresa Noce tra lotte sindacali e diritti delle donne

MANTOVA – La Sala degli Stemmi, in via Frattini 60, si prepara a ospitare un evento di profondo spessore storico e civile. Mercoledì 11 marzo, a partire dalle ore 9.30, un ampio coordinamento composto da Cgil, Spi Cgil, Filctem Cgil, Centro Coordinamento Donne e Anpi Provinciale darà vita all’incontro “Donne della Repubblica: la vita straordinaria di Teresa Noce”. L’iniziativa, patrocinata dal Comune di Mantova, intende riscoprire la figura di una delle “madri costituenti” più coraggiose della nostra storia.

L’evento si aprirà con la proiezione di un video documentario dell’Archivio Cgil Lombardia, seguito dalle introduzioni di Rita Bonizzi (Spi Cgil) e Carla Chiusi (Filctem Cgil). Il momento centrale sarà la presentazione del libro di Valerio Varesi, “Estella – La vita straordinaria e dimenticata di Teresa Noce”, alla presenza dell’autore. Il dibattito, moderato dal giornalista Emanuele Salvato, vedrà la partecipazione del segretario generale della Cgil di Mantova, Michele Orezzi, e si chiuderà con l’intervento di Valentina Cappelletti, segretaria generale della Cgil Lombardia.

Teresa Noce non fu solo una sindacalista, ma una protagonista della Resistenza. Deportata e internata, non smise mai di lottare per la parità salariale e la tutela delle lavoratrici madri. A lei dobbiamo la dicitura “senza distinzione di sesso” nell’Articolo 3 della Costituzione e il fondamentale contributo all’Articolo 37 sui diritti del lavoro femminile.

Ferdinando Colleoni, segretario dello Spi Cgil di Mantova, sottolinea l’attualità del suo lascito: «La nostra non è solo un’operazione di memoria, ma un’azione che vuole lasciare il segno nel presente. Il percorso della parità non è stato semplice: ricordiamo il divieto di licenziamento per matrimonio o la parità del 1977. Oggi la “Womaneconomics” ci insegna che le donne sono il motore dello sviluppo, ma restano ancora troppi ostacoli strutturali da superare».

Il segretario Michele Orezzi aggiunge che l’obiettivo è contestualizzare la festa della donna nel 2026: «Vogliamo riempire di senso una festa che è nata dalla lotta e che non può essere relegata a semplice ricorrenza annuale. Partiamo dalle radici storiche per arrivare alle sfide sindacali di oggi».