500 anni di Palazzo Te: in mostra la “Favola di Amore e Psiche”

MANTOVA – A due giorni dall’inagurazione e a tre dall’apertura al pubblico della mostra “Dal Caos al cosmo, Metamorfosi a Palazzo Te”, che darà il via alle celebrazioni del Cinquecentenario di Palazzo Te, si scopre un secondo quadro tra quelli che saranno esposti. Questa mattina, alla presenza del deirettore della Fondazione Palazzo Te Stefano Baia Curioni e della curatrice della mostra Claudia Cieri Via, è stata infatti aperta la cassa contenente il dipinto di Jacopo Zucchi “Favola di Amore e Psiche“.
Unico quadro firmato dallo Zucchi e legato al matrimonio tra Ferdinando I dè Medici e Cristina di Lorena, rappresenta il momento della favola di Apuleio in cui la giovane decide di conoscere l’identtà del misterioso amante che si reca a farle visita senza mostrarsi. Sarà una goccia di olio bollente, caduta dalla lampada di Psiche, a vsgeliare Amore e farlo volate via. Tale elemento è di grande importanza anche per la storia attribuzionistica e collezionistica del dipineo, dato che l’erudito romano Iacopo Manili, della descrizione della Galleria Borghese del 1650, scrive: “il quadro di Psiche che con la lucerna in mano vuol riconoscere Cupido è di Jacomo Zucca”.
La storia, com’è noto, è raccontata negli affreschi della Camera di Amore e Psiche a Palazzo Te.
La mostra infatti, che rimarrà aperta sino al prossimo 29 giugno, è stata concepita in dialogo con gli affreschi del palazzo per esaltarne il senso e l’importanza come opera d’arte totale e far emergere gli innumerevoli riferimenti che possono scaturire da una lettura più approfondita dei tanti temi che custodisce. In otto sezioni suggerite dal testo ovidiano, in mostra ci s’imbatte in opere dello stesso Giulio Romano e di Tintoretto, Correggio, Rubens, Nicolas Poussin, Jacopo Zucchi, cui si aggiunge il contemporaneo Giuseppe Penone (1947), artista, spiega la curatrice Cieri Via, “la cui compenetrazione tra natura e materia, tra arte e poesia, è affine all’operato di Giulio Romano”.
Oltre che dalla Galleria Borghese, le opere esposte in mostra provengono da alcuni dei musei europei più importanti tra cui Louvre, Albertina, Prado e Uffizi. 

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