MANTOVA – Una forma d’arte nobile, che discende direttamente dai samurai e che proviene nello specifico dalla città di Osaka, dove è nata nel XIV secolo. E’ il teatro Nō dello Yamamoto Noh Theatre, che domani sera alle ore 21 si esibirà al Teatro Sociale di Mantova – prima tappa di un tour italiano – e che nel tardo pomeriggio di oggi si è presentato alla città in un incontro pubblico organizzato nel foyer del Massimo.
Rossella Menegazzo, docente di Storia dell’arte dell’Asia Orientale all’Università degli Studi di Milano e già Responsabile Cultura per l’Italia all’Expo 2025 Osaka, ha presentato e intervistato Akihiro Yamamoto, Maestro fondatore dello Yamamoto Noh Theatre, e Sachiko Nakajima, pianista, matematica e leader della Kurage Band. “Ho cominciato a calcare le scene del Teatro Noh quando avevo tre anni – ha raccontato Yamamoto – mio nonno e mio papà portavano avanti questa tradizione e io sono arrivato fino a qui anche grazie a mia mamma che mi prometteva dolcetti se fossi salito sul palcoscenico. Sono molto felice che abbiate la possibilità di godere di questo spettacolo, così come lo sono io di essere qua”. “L’anno scorso a Osaka – ha aggiunto Nakajima – abbiamo lavorato per sei mesi continuativi, sono stata la producer del padiglione che si chiama Jellyfish e che aveva come scopo quello di mescolare la scienza con la musica e le arti. La band con cui ci siamo esibiti anche al padiglione dell’Expo a Osaka è multiculturale che mette insieme jazz, improvvisazione e soprattutto le caratteristiche musicali di tanti luoghi diversi”.
La serata di domani propone un doppio percorso attraverso il linguaggio del Nō. “SHŌJŌ” appartiene al repertorio classico e racconta, attraverso la figura dello spirito del mare, la gioia, la devozione e l’abbondanza. Accanto a questa opera, il maestro Akihiro Yamamoto presenta “LEONARDO DA VINCI”, un nuovo dramma Nō dedicato allo spirito di Leonardo e della Gioconda: una storia che intreccia creatività, natura e ricerca e che porta all’interno di una forma teatrale antichissima una figura centrale della cultura del Rinascimento italiano.
Il progetto nasce proprio dalla volontà di mettere in relazione passato e presente, Oriente e Occidente, arte e scienza. Alla musica, al canto, alla danza e alla recitazione propri del teatro Nō si aggiungono infatti le sonorità contemporanee della Kurage Band di Sachiko Nakajima, pianista, matematica e producer del Jellyfish Pavilion all’Expo 2025 Osaka. Il jazz e l’improvvisazione diventano così parte di un dialogo con una tradizione teatrale profondamente legata alla storia e alla cultura giapponese.
Lo spettacolo si inserisce nel lungo rapporto di amicizia e scambio culturale tra Mantova e il Giappone, che ha le sue radici nel Cinquecento e si è consolidato nel gemellaggio con Omihachiman, siglato nel 2005. Un legame sostenuto nel tempo anche dall’attività dell’Associazione Ukigumo, che oggi trova un nuovo momento di incontro nel dialogo tra la tradizione del teatro Nō giapponese e la cultura italiana.

















