“Gaude Barbara beata”, apre domenica con la Passione di Gesù secondo Matteo 

MANTOVA – Anche quest’anno la Basilica di S. Barbara apre la rassegna “Gaude Barbara beata” con la proposta di un momento di meditazione in musica del racconto evangelico della Passione di Gesù secondo Matteo, con musiche del XVI sec. di Giovanni Contino, Placido Falconio, T.L. de Victoria, eseguite dalla Cappella Musicale di S. Barbara, organo e concertazione Umberto Forni. La lettura del testo è particolarmente prestigiosa grazie alla presenza dei direttori artistici della Scuola di Teatro mantovana Ars Creazione e Spettacolo, Federica Restani e Raffaele Latagliata.
La scelta delle musiche di Giovanni Contino, riporta ai primi momenti di vita della basilica palatina: la sua Passione viene infatti pubblicata a Venezia nel 1561, anno in cui il duca Guglielmo inizia a costruire la prima chiesa di S. Barbara e prende contatti con il compositore perché venga a Mantova al suo servizio. Il musicista bresciano è conosciuto e stimato per il suo stile nobile, pulito, e la sua abilità nel contrappunto: sono caratteristiche conformi ai desideri del Gonzaga, che infatti commissiona anche a lui messe Mantovane, in alternatim tra canto ‘gregoriano’ e polifonia. Contino resta a Mantova fino all’arrivo di Giaches de Wert nel 1564, ma vi ritorna in vari momenti degli ultimi anni di vita, e quasi certamente qui muore all’inizio di marzo 1574.
Per sottolineare alcuni momenti forti del testo evangelico, si sono inseriti alcuni brani utilizzati durante le ore canoniche della Settimana Santa: i Responsori, costituiti da una prima sezione (responsum), un verso e la ripetizione della II parte del responsum. I quattro prescelti sono opera di Placido Falconio, musicista nato ad Asola nel 1530, benedettino cassinese che ha trascorso la vita in convento a Brescia. Apprezzato dai contemporanei per il suo contrappunto chiaro, essenziale ma espressivo, ben si integra con lo stile di Contino. Presenta inoltre un legame particolare con Mantova: date le sue competenze, si è impegnato, insieme ad altri, tra cui Costanzo Antegnati (l’artefice dell’organo di S. Barbara) ad introdurre la stampa musicale a Brescia, sostenendo l’editore Vincenzo Sabbio. Come ultima integrazione alla proposta viene eseguito l’inno Vexilla regis di Tomás Luis de Victoria, compositore della generazione successiva ai due precedenti, ma che con questo brano ci conduce nella musica amata dal duca Guglielmo: alterna infatti strofe in ‘gregoriano’ a strofe in polifonia di intensa espressività, condotta con eleganza nelle linee melodiche che si intrecciano.

L’appuntamento è per il 29 marzo, domenica delle Palme alle 18.30.