La Campogalliani protagonista al Festivaletteratura con il primo dramma di Ippolito Nievo

Da sinistra Maria Grazia Bettini e Francesca Campogalliani, rispettivamente direttrice artistica e presidente dell'Accademia teatrale

MANTOVA – L’Accademia Teatrale “Francesco Campogalliani” torna protagonista del Festivaletteratura proprio nell’anno in cui celebra l’80° di attività. Un ritorno particolarmente significativo per una delle istituzioni culturali più longeve della città, che anticipa il ricco programma di iniziative con cui, in autunno, proseguiranno i festeggiamenti dell’importante anniversario tra cui la mostra dedicata alla storia dell’Accademia, che sarà allestita a ottobre nell’ex chiesa della Madonna della Vittoria.

La lettura scenica, inserita nel ciclo di appuntamenti “Tutto Nievo minuto per minuto”  è in programma sabato 12 settembre alle 21, quando, in via Tasso, la Campogalliani” presenterà la lettura scenica “Emanuele”, il primo dramma teatrale scritto da Ippolito Nievo nel 1852, con adattamento di Maria Grazia Bettini. A introdurre la serata sarà Maurizio Bertolotti, storico, già presidente dell’Istituto Mantovano di Storia Contemporanea e autore di numerosi volumi, tra cui diverse opere dedicate al Risorgimento, del quale è considerato uno dei più autorevoli studiosi. La scelta del luogo non è casuale. La rappresentazione si terrà infatti davanti alla scuola primaria intitolata proprio a Ippolito Nievo, autore profondamente legato anche al territorio mantovano. Tre anni dopo aver scritto ‘Emanuele’, infatti, lo scrittore raggiunse la casa di campagna della famiglia a Fossato di Rodigo, dove soggiornò a lungo tra il 1855 e il 1861, anno in cui morì nel naufragio del piroscafo Ercole mentre tornava da Palermo a Napoli con i documenti contabili della Spedizione dei Mille. Furono anni decisivi quelli passati a Fossato sia sul piano letterario che su quello patriottico: proprio qui scrisse diverse opere e completò l’ultima parte delle Confessioni di un italiano, il suo capolavoro.

Lo spettacolo consentirà al pubblico di riscoprire un’opera poco conosciuta ma di straordinaria attualità. Scritto all’indomani dei moti del 1848, ‘Emanuele’ racconta le difficoltà affrontate da un giovane ebreo molto ricco che aspira a «occupare un posto nella società», mettendo in scena il tema dell’antisemitismo e del difficile percorso di emancipazione delle comunità ebraiche nell’Europa attraversata dagli ideali della Rivoluzione francese e del Risorgimento.
Non è un caso che Nievo abbia ambientato la vicenda guardando anche a Mantova e Sabbioneta, che all’epoca ospitavano due delle più importanti comunità ebraiche italiane. Lo scrittore, amico di giovani ebrei animati dagli ideali dell’emancipazione, costruisce un fitto intreccio di dialoghi in cui le forze della conservazione, dell’intolleranza e della cupidigia si contrappongono ai valori dell’universalismo e della fratellanza tra i popoli, trasformando gli stereotipi in dramma e il quotidiano in poesia.
L’ingresso è libero.