Madonna della Vittoria, doppia festa: 530 anni dalla consacrazione e 20 dalla rinascita

MANTOVA – Una doppia ricorrenza ha richiamato lunedì sera numerosi partecipanti alla chiesa della Madonna della Vittoria, dove l’Associazione Amici di Palazzo Te e dei Musei Mantovani ha celebrato i 530 anni dalla consacrazione dell’edificio e il ventesimo anniversario del suo recupero come spazio culturale. L’iniziativa, aperta dai saluti del presidente dell’associazione Italo Scaietta e dell’assessore Giovanni Buvoli, ha ricordato due tappe significative della storia della chiesa: la consacrazione, voluta nel 1496 da Francesco II Gonzaga, e il recupero concluso nel 2006, quando l’edificio, dopo oltre due secoli di abbandono e utilizzi impropri, venne restituito alla città trasformandosi in un luogo dedicato a mostre, concerti, convegni e iniziative culturali.

Momento centrale della serata è stata la consegna del titolo di socio onorario a due figure di primo piano della cultura mantovana: la paleografa Anna Maria Lorenzoni, presentata da Ugo Bazzotti, già direttore e conservatore di Palazzo Te, e il direttore della Fondazione Palazzo Te, Stefano Baia Curioni, introdotto da Omero Araldi. La celebrazione è poi proseguita con la conferenza “Scritture gonzaghesche del Trecento: una ricca dote e un matrimonio principesco”, tenuta da Anna Maria Lorenzoni e Ugo Bazzotti, dedicata alla riscoperta di importanti testimonianze documentarie dell’epoca gonzaghesca.
A chiudere l’incontro è stato l’intervento dell’assessore Buvoli, che ha fatto il punto sul piano di recupero degli immobili storici cittadini. L’assessore ha ricordato il percorso avviato dalla precedente amministrazione del sindaco Mattia Palazzi insieme al direttore dell’Agenzia del Demanio, Alessandra Dal Verme, e i finanziamenti già destinati al recupero di diversi edifici monumentali, tra i quali l’ex chiesa di San Cristoforo. La serata si è conclusa con un brindisi, suggellando una ricorrenza che ha unito la memoria storica della città alla valorizzazione del suo patrimonio culturale.