MANTOVA – Raccontare la musica, senza rinunciare alla tradizione ma cercando continuamente nuovi linguaggi per avvicinarla al pubblico. È il filo conduttore della stagione 2026/27 di Oficina OCM, presentata oggi con un cartellone che mette insieme grandi interpreti internazionali, ritorni attesi, prime assolute, contaminazioni con il cinema, il teatro e persino l’intelligenza artificiale.
A presentare la nuova stagione sono stati il sindaco Andrea Murari, il maestro Carlo Fabiano, direttore artistico di Oficina OCM, il professor Claudio Paolucci, Alberto Bertuzzi, presidente dell’Associazione Amici Ocm, e, in collegamento, Rocco Tanica, protagonista di uno degli appuntamenti più curiosi del programma.
Quattro le direttrici attorno alle quali ruoterà l’attività autunnale e invernale: Tempo d’Orchestra, giunto alla 34esima edizione; Aperitivi d’Arte; Madama DoRe, affiancata dal progetto per le scuole Classica in Classe; e Assaggi di Festival, ideale avvicinamento alla quindicesima edizione di Trame Sonore del 2027.
«Oficina OCM, con la sua natura composita di centro di produzione artistica e insieme realtà che si dedica alla divulgazione e alla promozione della musica d’arte – ha detto il sindaco Andrea Murari –, rappresenta per Mantova una risorsa straordinaria, che alimenta lungo tutto l’arco dell’anno la vita culturale cittadina. Il Comune di Mantova, storicamente al suo fianco, non può che riconfermare plauso e sostegno alle sue progettualità. Ogni anno cerchiamo di alzare l’asticella, perché la città sia sempre più un contenitore di cultura».
«Presentiamo un cartellone ricco, prestigioso e originale, per offrire alla nostra città concerti e appuntamenti di altissima qualità musicale», ha spiegato Fabiano. Ma la novità non riguarda soltanto i nomi degli ospiti. Il direttore artistico ha voluto dare alla stagione una struttura narrativa: ogni concerto avrà un titolo e sarà come partecipare a un racconto, con una chiave capace di accompagnare lo spettatore dentro le musiche e di creare collegamenti, immagini e suggestioni.
Nascono così le dodici storie per dodici concerti di Tempo d’Orchestra. Si comincia il 13 ottobre al Bibiena con l’Orchestra da Camera di Mantova e “Dal caos all’armonia, nel segno dell’Imperatrice”, produzione legata anche all’imminente tour internazionale tra Corea e Hong Kong. Protagonisti Mozart e Haydn, con Stephen Waarts al violino e Giovanni Guzzo sul podio.
Pochi giorni dopo, il 21 ottobre al Teatro Sociale, uno dei ritorni più attesi: quello di Gidon Kremer, che nel 2027 compirà 80 anni, insieme alla Kremerata Baltica, prossima invece ai trent’anni di attività. Il programma, intitolato “Anniversary Variations GK-80/KB-30”, attraverserà autori come Beethoven, Mahler e Piazzolla.
L’11 novembre toccherà a Bruno Canino e Antonio Ballista, con l’Orchestra della Toscana diretta da Riccardo Bisatti, per “Un’eroica stella danzante”. Il 17 novembre al Bibiena spazio invece ai giovanissimi contrabbassisti Siheon Ryu e Yichen Huang, affiancati dallo stesso Fabiano come violino concertatore dell’Orchestra da Camera di Mantova in “Rotta verso Oriente”. Il 10 dicembre arriverà poi il Quartetto Werther con “Affinità elettive”, tra Mendelssohn e Brahms.
Tra le proposte più originali della stagione c’è quella del 14 gennaio al Teatro Sociale, quando Mozart incontrerà il grande schermo in “Mozart al cinema, musica da vedere”. Le pagine del compositore salisburghese saranno accompagnate da immagini tratte da film che ne hanno utilizzato la musica, da Amadeus di Miloš Forman al Don Giovanni di Losey, passando per La mia Africa, Hitchcock, Agnès Varda e Alien. Sul palco il baritono Mauro Borgioni, il soprano Nofar Yacobi e l’Orchestra da Camera di Mantova diretta da Nicola Valentini.
Il viaggio proseguirà il 2 e 3 febbraio con il violoncellista Trey Lee e “Inverni russi, estati porteñe”, quindi il 18 febbraio con Mariangela Vacatello, protagonista di “Voyage dans la nuit”, itinerario pianistico che attraverserà Schubert, Chopin, Schumann, Liszt, Debussy, Scriabin, Ravel e Sciarrino.
LA “PRIMA” A MANTOVA DELLA MISSA SOLEMNIS
Uno degli appuntamenti di maggiore impegno produttivo è fissato per domenica 7 marzo 2027 al Teatro Sociale, nel bicentenario della morte di Beethoven. Per la prima volta a Mantova sarà eseguita la Missa Solemnis in re maggiore, con la Stuttgart Hofkapelle e il Kammerchor diretti da Frieder Bernius. «Si pensi – ha evidenziato Fabiano – a quasi cento tra musicisti e coristi impegnati nell’esecuzione della maestosa Missa Solemnis. Lo sforzo organizzativo è stato particolarmente intenso».
Il 23 marzo il Bibiena ospiterà poi Orchestra Zefiro, diretta da Alfredo Bernardini, per “Musica Serenissima”, omaggio alla Venezia barocca. Finale di stagione il 14 aprile al Sociale con due artisti particolarmente amati dal pubblico mantovano, Giovanni Sollima e Paolo Fresu, riuniti in “F(resu)-S(ollima): in viaggio”, percorso dal Barocco alla contemporaneità.
GLI APERITIVI D’ARTE SI APRONO CON LA VENA SURREALE DI ROCCO TANICA CON “COM’È UMANO L’AI”
Accanto alla grande stagione concertistica torna anche Aperitivi d’Arte, con sette serate nelle quali musica, parola e convivialità si incontrano in una formula che, come ha sottolineato Fabiano, sarà «divertente, ma con punte di grande intensità emotiva».
E proprio il debutto, il 29 ottobre al Teatro Bibiena, rappresenta forse l’esperimento più insolito: Rocco Tanica e il semiologo Claudio Paolucci porteranno in scena “Com’è umano l’AI – Come non temere il megadirettore galattico e imparare a dargli del tu”, tra riflessione filosofica, comicità e sperimentazioni dal vivo con l’intelligenza artificiale generativa.
«L’intelligenza artificiale è una rivoluzione epocale, probabilmente la più importante dai tempi della scrittura – ha spiegato Paolucci – perché mette in discussione una serie di attività che consideravamo proprie dell’essere umano: oggi le macchine traducono, scrivono canzoni, creano immagini». Il semiologo ha però invitato a guardare anche alla storia delle grandi innovazioni. «Mi sono sempre divertito a rileggere le peggiori profezie dei filosofi. Platone, per esempio, pensava che la scrittura ci avrebbe resi più stupidi perché avremmo smesso di ricordare le cose a memoria. E invece è diventata una delle più grandi invenzioni della storia».
Un parallelo ripreso da Rocco Tanica, che i più conoscono come tastierista di Elio e le storie tese, ma anche come affermato autore umoristico, intervenuto in collegamento alla presentazione. «Sono onorato di questa occasione. Rispetto ai timori che vengono espressi nei confronti dell’intelligenza artificiale, vedo importanti analogie con altri periodi nei quali si è affermata una forte evoluzione tecnologica». Tanica ha ricordato l’arrivo del telefono cellulare negli anni Novanta e, ancora prima, la rivoluzione della produzione musicale elettronica. «Negli anni Ottanta ci fu una vera rivolta dei musicisti analogici. Sono passati quasi cinquant’anni e i musicisti, anziché scomparire, sono aumentati».
L’artista lavora con l’intelligenza artificiale generativa già da diversi anni. «Me ne occupo dal 2020. Ho pubblicato il libro Non siamo mai stati sulla Terra, costruito come un dialogo nel quale avevo istruito la macchina a partecipare. Ne era uscito un risultato surreale, che però si sposava bene con la mia cifra stilistica». Da allora, ha osservato Tanica, lo sviluppo tecnologico è stato rapidissimo, fino alla possibilità odierna di generare contenuti audiovisivi sempre più realistici. Il 29 ottobre quella sperimentazione diventerà materiale scenico, con il pubblico chiamato a confrontarsi in tempo reale con possibilità e contraddizioni dell’AI.
Gli Aperitivi d’Arte continueranno il 27 novembre con il botanico Clark Lawrence e la pianista Alessandra Ammara in “Coltivare l’ascolto”, il 9 dicembre con Cristiano Gualco e Riccardo Bovino in “Luce, cielo, notte, note” e il 12 gennaio con il musicologo Sandro Cappelletto e QuartettOCMantova per “Mozart, quarto atto”.
Particolarmente intenso sarà l’appuntamento del 25 gennaio, in prossimità della Giornata della Memoria, con Ottavia Piccolo, Paolo Marzocchi e Valentina Coladonato in “In questo tempo, in questa tempesta”, dedicato alla storia della pianista praghese Alice Herz Sommer. Il 25 febbraio arriveranno le improvvisazioni di Paolo Truzzi con Monica Guarracino e Christian Forsch in “La voce del silenzio”, mentre il 4 marzo la rassegna si chiuderà con “A tempo di donna”, percorso dalla classica al jazz, dal musical alla canzone d’autore, con Valeria Perboni.
Oficina OCM conferma inoltre l’attenzione verso il pubblico più giovane. Madama DoRe, da quindici anni dedicata a bambini e famiglie, tornerà dal 22 novembre al 14 marzo con cinque appuntamenti ispirati alle grandi fiabe e alla letteratura per ragazzi: da “Alice nel pianoforte delle meraviglie” a “La musica dei balocchi” dedicata a Pinocchio, passando per “Mozart & Salieri Got Talent”, una rilettura dello Schiaccianoci e “La signorina Cicala e il signor Formica”.
A fine novembre ripartirà anche Classica in Classe, rivolta alle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie, mentre Assaggi di Festival preparerà il terreno alla quindicesima edizione di Trame Sonore con appuntamenti che da Mantova arriveranno anche all’Accademia Filarmonica di Verona e al Teatro alla Scala di Milano. Gennaio sarà inoltre ancora una volta mozartiano, con quattro concerti di AmaDeus ExMantova dedicati al passaggio in città di Wolfgang Amadeus e Leopold Mozart nel 1770.
La stagione 2026/27 si realizza grazie al sostegno del Comune di Mantova, presenza costante al fianco di Oficina OCM e delle sue progettualità, del Ministero della Cultura, di Regione Lombardia, delle Fondazioni Bam, Fondazione Cariplo e Comunità Mantovana Onlus. Sostenitori della stagione Gruppo Tea, Unical e Staff. La Corporate membership è composta da Marcegaglia, Made Hse, Truzzi, Levoni, TConsult, Rampi, EuroConsulting, Oneida, Naturasì. Collabora al progetto l’Associazione Amici dell’OCM.

















