Palazzo Ducale acquista l’unica moneta pontificia coniata a Mantova: è del XV secolo

MANTOVA – Il Museo di Palazzo Ducale arricchisce il proprio patrimonio permanente con una moneta d’oro che racconta un episodio di grande rilievo per la storia della città e della famiglia Gonzaga.
L’evento che portò Mantova al centro del mondo cattolico dell’epoca fu la Dieta indetta da papa Pio II Piccolomini. Il Concilio mantovano si aprì il 1° giugno 1459 e si concluse il 14 gennaio dell’anno successivo con la promulgazione della bolla ‘Ecclesiam Christi’, che bandiva per tre anni la guerra contro i Turchi, sotto il cui dominio era caduta Costantinopoli nel 1453.

Per tutta la durata della Dieta il Papa risiedette a Mantova, a Palazzo Ducale, occupando gli ambienti di Corte Vecchia, probabilmente attorno alla Sala del Pisanello. Nel frattempo i marchesi Ludovico II Gonzaga e Barbara di Brandeburgo si trasferirono in Castello, dove decisero di rimanere anche dopo la conclusione dei lavori del Concilio. L’assise portò in città tutti i principali protagonisti dell’Europa cattolica del tempo, anche se il Concilio non ebbe pieno successo: il Papa dovette infatti registrare risposte tiepide e uno scarso slancio verso una nuova crociata. Lo stesso Pio II, con la sua ‘Epistola ad Mahumetem’ dell’ottobre 1461, tentò una soluzione diversa e in parte visionaria, invitando il sultano Maometto II a convertirsi al Cristianesimo: sarebbe bastato, scriveva, aquae pauxillum, un po’ d’acqua, per battezzarlo e farne l’eroe della cristianità.
Durante il soggiorno mantovano il Papa non rinunciò allo sfarzo che caratterizzava la Curia pontificia: si circondò di artisti e volle anche battere moneta, come avrebbe fatto a Roma. Un mandato di pagamento, conservato tra i documenti vaticani e datato 18 gennaio 1460, fu emesso a favore del mantovano Bartolomeo Della Fera per l’affitto della casa nella quale si coniava moneta per il Papa (“pro pensione domus in qua officium zecchae sanctissimi Domini nostri papae exercebatur”). L’orefice fiorentino Andrea Begno, maestro della zecca pontificia, aveva quindi seguito Pio II nella trasferta mantovana, provvedendo alla coniazione anche nella città gonzaghesca.

Il ducato d’oro coniato a Mantova durante il Concilio reca sul diritto la scritta PIVS PAPA SECVNDVS; sul rovescio la consueta dicitura ALMA ROMA, presente sulle monete di Pio II, è sostituita da DIETE MANTOVA. Il pezzo è stato acquisito da Palazzo Ducale nel 2025 presso la casa d’aste Nomisma di Verona.
«La moneta è classificata nei repertori di numismatica con la sigla RRRR, ovvero come pezzo estremamente raro: manca anche alla raccolta Magnaguti, attualmente esposta in Palazzo Ducale – spiega il direttore Stefano L’Occaso –. È l’unica moneta dello Stato Pontificio coniata a Mantova nei secoli e la sua evidente importanza storica supplisce ampiamente al non eccellente stato di conservazione dell’esemplare acquistato. La moneta è stata tosata in antico: il bordo è stato limato per asportarne una parte d’oro. Il suo peso è di 3,08 grammi, contro i circa 3,50 grammi di un esemplare appena coniato e integro».
La moneta sarà visibile dal prossimo 18 marzo nell’Appartamento della Rustica, e in particolare nella Camera di Bacco, dove verrà allestita una sezione dedicata al monetiere e al medagliere di Palazzo Ducale, oggetto di un recente studio.