MANTOVA – Che a Palazzo Ducale fosse arrivato il “Il suicidio di Didone” di Giuseppe Bottani si sapeva già dai primi di dicembre, ma la prossima settimana, l’importante opera dell’artista verrà collocata nella sua “nuova casa”, vale a dire il rinnovato spazio espositivo all’interno dell’Appartamento dell’Imperatrice, dedicato proprio al celebre pittore neoclassico.
A conclusione del restauro delle tappezzerie del salottino Giallo o di Ercole nell’Appartamento dell’Imperatrice in Corte Vecchia (intervento effettuato da Ilaria Mensi), Palazzo Ducale di Mantova venerdì 6 febbraio alle 17.30 presso l’Atrio degli Arceri presenterà un riallestimento degli spazi con un nuovo progetto espositivo.
Ecco allora che l’opera, recentemente acquistata grazie al contributo della Direzione Generale Musei di Roma, raffigurante la Morte di Didone (1770-1775 ca.), che sarà affiancata da altri due importanti dipinti del medesimo autore giunti in museo grazie a due comodati gratuiti gentilmente concessi: si tratta dell’Allegoria delle arti e dei commerci risollevati da Maria Teresa (1771), di proprietà della Fondazione Banca Agricola Mantovana, e della Nascita di Venere (1770), di proprietà della Banca Monte dei Paschi di Siena. L’allestimento, che comprende anche quattro dipinti di proprietà dell’Accademia Virgiliana in deposito a Palazzo Ducale – i ritratti di Maria Teresa d’Austria e di tre alti funzionari dell’amministrazione asburgica – sarà temporaneamente integrato da un Autoritratto di Giuseppe Bottani, in prestito dalla Galleria Mossini di Mantova.
Le opere illustrano il talento dell’artista in diversi generi: la pittura di storia, la ritrattistica, la pittura celebrativa e allegorica.
Gli ambienti dell’Appartamento dell’Imperatrice riaprono così al pubblico con uno spazio rinnovato, il cui restauro e riallestimento contribuiscono alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio storico artistico. L’esposizione rientra nel percorso di visita di Palazzo Ducale, senza alcun sovrapprezzo rispetto al consueto biglietto d’ingresso.
“Grazie a Bottani – ricorda Stefano L’Occaso – giunse a Mantova una pittura che non derivava più da un’ispirazione soprannaturale, non era più anelito, contemplazione, meditazione o esaltazione di verità rivelate, ma una disciplina con una precisa funzione didattica, in linea con le tendenze dell’Illuminismo.”
Il progetto scientifico è a cura del direttore L’Occaso, con la collaborazione delle funzionarie storiche dell’arte Giulia Marocchi e Silvia Merigo, mentre il riallestimento è stato curato da Verena Frignani, funzionario architetto. Il restauro delle tappezzerie è stato diretto da Daniela Marzia Mazzaglia, funzionario restauratore.
















