MANTOVA – I soffitti quattrocenteschi e gli affreschi di Palazzo Marchesi Gardani a Viadana, il chiostro e le testimonianze romane del Convento di Santa Maria a Castiglione delle Stiviere, ma anche chiese, luoghi della cultura e percorsi nella memoria delle comunità. Le Giornate FAI d’Autunno portano alla scoperta del patrimonio mantovano con un programma che coinvolge il capoluogo, Viadana e Castiglione. Sabato 10 e domenica 11 ottobre torna la manifestazione del Fondo per l’Ambiente Italiano, giunta alla quindicesima edizione, con oltre 700 aperture in 350 città.
A Mantova saranno visitabili, tra gli altri luoghi, la chiesa della Madonna del Terremoto e l’antica edicola dei giornali. A Viadana, accanto a Palazzo Marchesi Gardani, il programma comprende il MuVi, con il percorso “Tra libri antichi e antichi tessuti”, la chiesa di Santa Maria Assunta e San Cristoforo in Castello e l’itinerario “Sulle tracce della comunità ebraica di Viadana”. A Castiglione delle Stiviere si potranno scoprire anche la chiesa del Convento di San Pietro, la chiesa del Convento di Santa Maria e il Collegio dei Gesuiti, sede del municipio.
A Viadana l’apertura di Palazzo Marchesi Gardani offre la possibilità di entrare in una dimora privata solitamente chiusa al pubblico. Considerato il palazzo più importante della città, conserva nelle sue sale le tracce di un passato che lo vide accogliere ospiti illustri: nel 1575 vi soggiornò San Carlo Borromeo, mentre nel 1655 fu ricevuta con fasto la regina Cristina di Svezia, da poco convertita al cattolicesimo.
Il percorso consente di scoprire ambienti nei quali la ricchezza delle decorazioni accompagna il rigore dell’architettura, espressione del gusto delle corti padane. Tra gli elementi più preziosi figurano i soffitti quattrocenteschi, con tavolette dipinte che raffigurano soggetti araldici e un bestiario tardomedievale. Sulle pareti, gli affreschi del XV secolo riportano gli stemmi delle famiglie imparentate con i Gardani, restituendo anche attraverso le immagini la rete di legami della casata.
Di particolare valore sono i cicli pittorici cinquecenteschi dedicati alle “Fatiche di Ercole” e alle “Piaghe d’Egitto”, arricchiti da putti e mostri marini. Mitologia, racconti biblici e araldica convivono così in una residenza che testimonia l’incontro fra influenze artistiche cremonesi, mantovane e parmigiane. A completare l’insieme contribuiscono la struttura merlata e le terrecotte dei portici, mentre nell’andito d’ingresso una lapide ricorda il musicista Luigi Petrali, nato a Viadana nel 1813.
Il palazzo è stato recentemente interessato da un restauro filologico voluto dal notaio Chizzini, che ha salvaguardato le strutture storiche adattandole alle nuove esigenze abitative e di servizio. L’apertura per le Giornate FAI è prevista sabato dalle 14.30 alle 18.30 e domenica dalle 10 alle 18.30.
Le altre proposte viadanesi ampliano il racconto della città: il percorso al MuVi richiama l’attenzione su libri antichi e tessuti, mentre la visita alla chiesa di Santa Maria Assunta e San Cristoforo in Castello e l’itinerario dedicato alla comunità ebraica offrono ulteriori occasioni per avvicinarsi alla storia religiosa e alla memoria locale.
A Castiglione delle Stiviere, invece, il Convento di Santa Maria conduce nel paesaggio delle Colline Moreniche. A circa un chilometro dal centro, in una piccola conca naturalmente ricca d’acqua, il complesso custodisce una storia che risale all’epoca romana. A testimoniarla sono i resti di un’antica villa, con pavimenti a mosaico geometrici e figurati, e le strutture legate alla presenza di una sorgente. Fra gli elementi di maggiore interesse figura proprio la fonte ipogea.
La vicenda conventuale prese avvio intorno al 1496, quando padre Girolamo Redini fondò una comunità dedicata alla Vergine. Nel 1534 il convento passò ai Frati Minori Osservanti, conosciuti come Zoccolanti. Durante il Cinquecento il luogo intrecciò la propria storia con quella dei Gonzaga, che scelsero questo angolo appartato, immerso nella natura, come dimora di villeggiatura. Particolarmente forte è il legame con San Luigi Gonzaga, al quale è dedicata una cappella.
Il complesso si sviluppa attorno all’antico chiostro e presenta una struttura semplice ed elegante, caratterizzata da un loggiato a due colonne. Gli ambienti conservano tracce della vita conventuale accanto agli spazi utilizzati dalla famiglia Gonzaga. La cappella e gli elementi architettonici superstiti permettono di leggere le trasformazioni attraversate nei secoli da un luogo in cui convivono testimonianze archeologiche, memoria religiosa e storia signorile. Nel programma castiglionese, alla chiesa del Convento di Santa Maria si affiancano quella del Convento di San Pietro e il Collegio dei Gesuiti, oggi municipio, componendo un percorso attraverso luoghi legati alla storia religiosa e civile della città.
Le aperture mantovane si inseriscono nel programma nazionale organizzato dalle Delegazioni e dai Gruppi FAI, con il contributo dei giovani volontari. Le visite sono a contributo libero e rappresentano anche un’occasione per sostenere, attraverso una donazione, le attività di cura, tutela e valorizzazione del patrimonio.
L’edizione 2026 dedica inoltre particolare attenzione all’artigianato italiano e al Made in Italy, affiancando alla scoperta di monumenti e paesaggi il racconto di antichi mestieri, tradizioni manifatturiere ed eccellenze produttive.

















