MANTOVA – Il Castello di San Giorgio restituisce alla collettività uno dei suoi luoghi simbolo con la conclusione degli importanti interventi di restauro iniziati nel 2021.
Nel 160° anniversario dell’annessione di Mantova e del Veneto al Regno d’Italia (1866) riapre infatti la sezione delle carceri del Castello dove furono detenuti i Martiri di Belfiore e vengono inaugurati, per la prima volta, i percorsi panoramici sui camminamenti di ronda. Dai merli della torre si apre uno sguardo inedito sui laghi di Mantova e sulla città.
L’intervento, presentato stamani dal direttore di Palazzo Ducale Stefano L’Occaso, completa il recupero post-sisma del 2012 e consente di riscoprire ambienti di straordinario valore storico. “Riaprono finalmente le Carceri del Castello, uno dei luoghi emblematici della storia risorgimentale, dopo un lungo e complesso intervento che ha coinvolto tanti colleghi e tante professionalità. Grazie a un mosaico di finanziamenti con fondi ALES e risorse di bilancio di Palazzo Ducale, per una cifra complessiva di 1,5 milioni di euro, sono stati effettuati interventi finalizzati a due obiettivi: il consolidamento strutturale e il restauro di alcune celle dei Martiri di Belfiore”, ha dichiarato L’Occaso.
Nell’occasione sono intervenuti anche, sottolineando il valore dei restauri effettuati, prefetto della provincia di Mantova Roberto Bolognesi, il vescovo Marco Busca, il presidente del Consiglio comunale Massimo Allegretti, il referente ALES Gianluca Colabove, la funzionaria architetto Anna Maria Basso Bert e la consigliera regionale Paola Bulbarelli. Il prefetto in particolare ha sottolineato “l’alto valore simbolico ed identitario dei luoghi restaurati, avendo intersecato le vicende del Risorgimento Italiano, a testimonianza della valenza nazionale del complesso museale del Palazzo Ducale di Mantova”.
Gli interventi e il recupero delle celle storiche
L’uso di alcune parti del Castello come carcere risale già all’epoca gonzaghesca e proseguì durante il dominio austriaco. Il progetto ha previsto la messa in sicurezza del secondo piano con interventi di miglioramento sismico e sistemazione delle coperture (lotto 1) e il restauro di alcune celle dei Martiri di Belfiore (lotto 2), tra cui quelle di Carlo Montanari, Giovanni Grioli, Felice Orsini, Tito Speri e Ciro Menotti. Il progettista del lotto 1 è stato il funzionario architetto Antonio Giovanni Mazzeri, mentre il lotto 2 è stato curato dalla funzionaria restauratrice Daniela Marzia Mazzaglia.
Il percorso tra memoria risorgimentale e nuove visite
Il restauro ha interessato gli intonaci di tutte le celle, riportando alla luce dettagli significativi. Nella cella di Tito Speri sono emerse decorazioni cinquecentesche, tra cui un’impresa di Isabella d’Este, oltre a numerosi frammenti di iscrizioni e disegni, tra i quali un volto femminile; sul davanzale della finestra è ancora leggibile la scritta “W l’Italia”. La cella Grioli-Orsini conserva le tracce dei tentativi di cancellare la memoria della fuga di quest’ultimo, mentre nella cella Montanari è riemersa una veduta graffita di una città fortificata.
La cella di Menotti, nota come Sala dello Zodiaco, ha recuperato la leggibilità delle decorazioni cinquecentesche: qui furono rinchiusi Ciro Menotti e Pietro Frattini, quest’ultimo tra gli ultimi giustiziati a Belfiore nel 1853. L’ambiente era uno dei principali dell’appartamento giovanile di Federico II Gonzaga. Dal corridoio di visita, affacciato sul cortile, si apre una finestrella che consente di vedere la cella di Pietro Fortunato Calvi, non visitabile. Dallo stesso corridoio si accede anche agli ambienti dove furono incarcerati Carlo Poma e don Bartolomeo Grazioli, le cui pareti conservano numerose iscrizioni a grafite.
Domani lo spettacolo ispirato alla fuga di Felice Orsini
Per celebrare la riapertura, domani 29 marzo alle ore 16 è in programma uno spettacolo gratuito di danza aerea sulla facciata del Castello, ispirato alla fuga di Felice Orsini, con il coreografo francese Antoine Le Menestrel della Compagnie Lézards Bleus. L’evento è gratuito e aperto a tutti, visibile dal prato del Castello.
Visite dal 7 aprile
Dal 7 aprile 2026 saranno attive le visite accompagnate alle carceri e ai camminamenti di ronda, dal martedì al sabato: alle 9.30 e 15.30 per scuole e gruppi, alle 11 e 17 per i singoli, con prenotazione obbligatoria.
Elisabetta Romano


















