“Sapore di sale”, a Palazzo d’Arco moda e vacanze degli aristocratici d’inizio Novecento

MANTOVA – Palazzo d’Arco ha accolto stasera l’evento “Sapore di sale. La villeggiatura ai primi del ‘900”, un viaggio nella moda estiva all’inizio del Novecento che racconta come si preparava il baule perfetto per le vacanze estive.

Alcuni abiti restaurati si possono vedere nel nuovo allestimento che è stato predisposto nelle sale del museo. Nella sezione dedicata alla moda e al costume sono in mostra immagini e 13 capi restaurati di una selezione proveniente dallo storico guardaroba della famiglia dei conti d’Arco. Sono indossati da quattro manichini.

“Gli abiti esposti raccontano che andare in vacanza era un lusso che solo i ricchi, molto ricchi, potevano concedersi – ha spiegato Caterina Davì, che ha descritto l’esposizione nel tour con il pubblico –. Gli abiti parlano di usi e costumi legati al fenomeno della villeggiatura e di alcune località destinate a divenire iconiche: dalle acque termali di Bath, Montecatini, a quelle Boeme, passando per i laghi della Svizzera fino alle spiagge-salotto più celebri come la Costa Azzurra, Monte Carlo, il Lido di Venezia, la Riviera Ligure, Biarritz, Rimini, Viareggio e altre località. Era un’epoca in cui viaggiare era sinonimo di privilegio, di lusso, ma anche di suggestione ed evocazione, un’epoca piena di fascino quella tra Otto e Novecento, a cui si associa l’immaginario dei Grand Hotel, del mitico Orient Express, dei lussuosi complessi termali e dei lidi-salotto divenuti emblematici”.

Ma cosa conteneva il guardaroba dei d’Arco? “Il guardaroba estivo per il viaggio conteneva una biancheria semplice – ha continuato Davì -, giacché le stiratrici di campagna lasciavano tracce assai nefaste sui graziosissimi ricami se troppo delicati, le camicie leggere e non troppo operate, copribusti dello stesso tipo e qualche sottogonna, oltre a costumi di tela, tuniche di pizzo, le bluse ricamate, ventagli, cappelli e velette, solo capi freschi e vaporosi. I gentiluomini portavano vestiti chiari e leggeri e qualche completo per il tennis o l’equitazione. Non mancavano capi da sera giacché Giovanna d’Arco e il marito frequentavano l’elite nelle sale da ballo del Grand Hotel di Rimini, il Kursaal e partecipavano a molti eventi mondani per i nobili e le stelle del cinema sulla riviera adriatica”.

La visita alla mostra è stata, in definitiva, un viaggio sulle rotte dell’eleganza raccontata attraverso la moda estiva di più di un secolo fa. E’ questa l’atmosfera vissuta a Palazzo d’Arco durante la suggestiva esperienza che si è conclusa con un momento di relax nel giardino del palazzo sorseggiando un Daiquiri, l’iconico cocktail nato sulle spiagge cubane e diventato famoso grazie ad Ernest Hemingway, il tutto allietato dalle note musicali di Lorenzo Ruggeri e dai racconti d’epoca inerenti i viaggi e le vacanze.

L’esposizione dei capi restaurati è stata possibile per il ricavato di “VestiArte 2025”, iniziativa che prevedeva la vendita di abiti firmati donati da cittadini mantovani alla Fondazione d’Arco. I fondi raccolti hanno permesso di finanziare il restauro dei 13 capi scelti, appartenenti allo storico guardaroba della famiglia d’Arco. Le donatrici e i donatori sono stati ringraziati nel pomeriggio durante una preview appositamente dedicata a loro.

La sezione di storia della moda e del costume del museo resterà allestita fino a fine estate ed è visitabile quotidianamente partecipando ai tour guidati del palazzo. Per ulteriori informazioni e per le visite occorre telefonare al numero 0376 322242.

Fiorenzo Cariola