Tra pennellate e fedeltà: a Palazzo d’Arco i cani nell’arte di Giuseppe Bazzani

MANTOVA – Un tema inedito svela un lato della personalità del grande artista interprete del barocco mantovano Giuseppe Bazzani, ponendo al centro il legame con i suoi cani che diventano nei dipinti protagonisti con dettagli raffinati.
La mostra allestita presso il Museo di Palazzo d’Arco, dal 1° marzo al 6 maggio dal titolo “I Cani Dipinti – Giuseppe Bazzani e l’arte che sfida il tempo”, celebra il grande artista attraverso uno sguardo attento ai cani che appaiono nelle sue opere. All’interno del Palazzo, la preziosa raccolta di tele e disegni di Bazzani evidenzia la preferenza e l’amicizia accordata dall’artista ai cani: li raffigura spesso infatti ed anche in primo piano, attento alla razza, ai colori, alle loro espressioni.
Accanto ad eroi e personaggi, sono presenze silenziose e significative. L’esposizione, curata da Augusto Morari, è promossa dalla Fondazione d’Arco con il patrocinio del Comune di Mantova e della Provincia di Mantova e con il sostegno tecnico del Politecnico di Milano – Polo Territoriale di Mantova. A presentarla oggi sono stati lo stesso Morari e Omero Araldi, consigliere della Fondazione di Palazzo d’Arco che ha portato i saluti del Conservatore del Museo Italo Scaietta e del Presidente della Fondazione Livio Volpi Ghirardini. Morari ha illustrato la qualità pittorica eccezionale di Bazzani, descrivendo le opere in mostra: ”Era un grande pittore, ma anche un disegnatore eccellente come si evidenzia nelle cinque sanguigne che rappresentano la Via Crucis, donate al Conte D’Arco: in una di queste, ‘Gesù condannato a morte’, appare in primo piano un cane che rivolge il muso con espressione accorata verso Cristo, un simbolo di fedeltà. Anche nello splendido ‘Autoritratto’ che arriva dalla collezione di Cesare Rimini, si rivela lo splendido rapporto con il cane che è ancora una volta in primo piano. Un dipinto dinamico, tutto inserito in un’ellisse, dove Bazzani ritrae sè stesso accanto al ragazzo che lo accompagna all’alba ad una battuta di caccia. Emergono tantissimi dettagli del pointer che lo affianca, dal colore del pelo descritto alla perfezione, il mantello bianco maculato, fino all’espressione che pare già attendere con eccitazione l’uscita. Il pointer appare anche in un piccolo disegno dove Bazzani raffigura Apelle che mostra una raffigurazione delle fatiche di Ercole ad Alessandro Magno: un quadro nel quadro”.
Altre opere nel percorso espositivo mettono in risalto il cane, come nella stupenda Sala delle Storie di Alessandro Magno che custodisce un ciclo di sette tele sontuose, di grandi dimensioni e di forte impatto dove il cane compare quasi sempre in primo piano, fedele compagno accanto al protagonista, con lo sguardo vigile e attento. Anche nel dipinto che raffigura la parabola del Figliol Prodigo, il cane è protagonista accanto al suo padrone, ormai scacciato e caduto in disgrazia: sullo sfondo di un tramonto infuocato, il fedele compagno è ritratto con pennellate sciolte e precise, lo sguardo amorevole rivolto al suo padrone, devoto anche nella sventura. Il percorso espositivo si rivela dunque un’occasione preziosa per riscoprire Giuseppe Bazzani attraverso un dettaglio profondamente umano: quel legame indissolubile con il mondo animale che tra pennellate dettagliate e sguardi devoti, restituisce una nuova identità al maestro. (ER)

La mostra è fruibile con il biglietto di ingresso al museo godendo del servizio di visita guidata incluso. Inoltre è previsto un programma di eventi:

  • marzo, ore 16 e il 19 aprile alle 16 – Code e nasi curiosi: laboratorio per bambini e famiglie
  • 29 marzo, ore 10.30 e ore 16.00 – Aperitivo canino carino con Ciòcapiàt, per tutti con il proprio cane.
  • Info e prenotazioni
  • 0376 322 242
    biglietteria@museodarcomantova.it