Uomo, robot e intelligenza artificiale: “R.U.R.” inaugura la stagione della Campogalliani

MANTOVA – Sarà “R.U.R. La fabbrica dei robot” di Karel Čapek ad aprire la stagione teatrale 2026-2027 dell’Accademia teatrale Campogalliani. Il debutto è in programma giovedì 22 ottobre alle 20.45 al Teatrino di Palazzo D’Arco, con la traduzione e l’adattamento di Alberto Jori e la regia di Maria Grazia Bettini. Un allestimento che rilegge il testo attraverso le inquietudini del presente, dal rapporto tra uomo e tecnologia all’automazione, fino all’intelligenza artificiale.
Le repliche proseguiranno fino a domenica 29 novembre, ogni venerdì e sabato alle 20.45, con l’eccezione di sabato 24 ottobre, e la domenica alle 16.

Il testo che ha fatto conoscere al mondo la parola robot

Scritto nel 1920, “R.U.R. Rossum’s Universal Robots” ha introdotto nella cultura mondiale il termine «robot», conquistando rapidamente i palcoscenici internazionali. Dopo Praga e Aquisgrana nel 1921, il dramma è arrivato l’anno successivo a Varsavia, Belgrado e New York, per poi raggiungere, tra le altre città, Berlino, Vienna, Londra, Parigi e Tokyo. Al centro dell’opera c’è il destino dell’umanità di fronte a un progresso scientifico sempre più rapido. La creazione di esseri artificiali, il loro sfruttamento nel lavoro e le guerre distruttive sono i temi di una vicenda che riduce al minimo la distanza tra l’uomo e la sua replica.
I robot di Čapek, infatti, non sono creature meccaniche, ma operai artificiali, versioni semplificate dell’essere umano. Il dramma tragicomico nasce come un grido d’allarme, «un ammonimento alla società tecnologica, perché si avveda in tempo del baratro in cui sta precipitando». La lotta tra uomini e robot ha poi contribuito ad aprire un filone destinato a segnare la letteratura e il cinema del Novecento e oltre.

Una serra per gli ultimi umani, tra anni Cinquanta e intelligenza artificiale

La regia di Maria Grazia Bettini punta a restituire al testo tutta la sua attualità. «Alberto Jori, che ringrazio, mi ha dato la possibilità di mettere in scena un adattamento che, di fatto, è una riscrittura e un omaggio: liberare R.U.R. dalla patina del tempo per attualizzarlo e farlo esplodere in tutta la sua potenza moderna. E restituire all’Italia un testo che nel resto del mondo sta vivendo una nuova, importante riscoperta», spiega la regista. La vicenda si svolge su un’isola lontana dal mondo abitato. L’allestimento utilizza uno spazio non realistico, costruito attraverso trasparenze e deformazioni, nel quale i robot si evolvono mentre i loro creatori appaiono decadenti e sempre più distanti dalla realtà. «L’idea centrale è che la civiltà umana si sia rifugiata in un’illusione di normalità passata, mentre il mondo, fuori e dentro, si sta trasformando in una catena di montaggio», sottolinea Bettini. La scena diventa così una sorta di serra per gli ultimi umani, pensata per trasmettere un senso di claustrofobia e mancanza d’aria.
L’estetica degli anni Cinquanta, con superfici lucide, telefoni, uniformi e geometrie industriali, richiama anche le ombre dell’atomo, della produzione di massa e della standardizzazione. «Il robot di R.U.R. diventa così il perfetto prodotto dell’epoca: progettato per essere identico, prevedibile, efficiente. Un essere umano senza ciò che la società considera superfluo. Senza esitazioni. Senza desideri. Senza libertà».
Cori antichi e coreografie moderne accompagneranno il racconto del percorso dell’umanità verso l’automazione e la moderna intelligenza artificiale.

Il cast, le repliche e le informazioni sui biglietti

Sul palco saliranno Diego Fusari, Giancarlo Santarello, Giovanni Rodelli, Michele Romualdi, Francesco Cantarelli, Adolfo Vaini, Valentina Durantini, Francesca Campogalliani, Gianluigi Gualdi, Elisabetta Macaione, Davide Uggeri, Nadir Ferrari, Annalisa Giovanelli, Guglielmo Cotrone, Moris Bellini, Paolo Di Mauro e Giulia Lopalco.
Le scenografie sono di Daniele Pizzoli, i costumi di Francesca Campogalliani e Diego Fusari. Giovanni Artoni e Massimiliano Fiordaliso curano le luci, mentre Nicola Martinelli ha selezionato le musiche. La direzione scenica è affidata a Donata Bosco, Clelia Gessi e Daniela Modena; l’ideazione grafica è di Michele Romualdi e Fabio Nardi.
Le coreografie e le danzatrici sono della Scuola di ballo Marina Genovesi. Le musiche originali sono di Maria Elena Mazzella, con l’esecuzione corale dell’Ensemble vocale Concentus Noe Ets.
La prevendita è già aperta per tutte le rappresentazioni e per gli altri spettacoli della stagione. I biglietti si possono acquistare online su Mailticket o attraverso il sito teatro-campogalliani.it. La biglietteria del Teatrino D’Arco è aperta il venerdì e il sabato dalle 17.30 alle 19. Informazioni ai numeri 0376 325363 e 375 7384473.