“Possiamo discutere se i militari siano la risposta più adatta, ma io sono un pragmatico e dico: ‘c’è un’alternativa?’ Se c’è, ne parliamo. Ma se questa è l’unica alternativa che mi prospettano, come faccio a dire ‘no, non va bene? E’ chiaro che è una misura davvero temporanea: tra l’altro mi risulta che il decreto parli di tre mesi. Ma è anche vero che o il problema lo risolvi subito o non lo risolvi”.
“Lavorare sugli spazi e sui luoghi di aggregazione giovanile è molto importante – è la ricetta di Sala – E non solo spazi. Più educatori, negli spazi frequentati dai ragazzi. Un Ufficio Giovani, che organizzi relazioni, forse oggi diventa necessario, come lo fu nel periodo dell’avanzata delle tossicodipendenze. Inoltre, senza retorica, bisogna rafforzare l’inclusione e il senso di appartenenza dei ragazzi di origine straniera. I fenomeni di rivolta giovanile, politica o impolitica che sia, si realizzano in società ricche. La forbice socioeconomica va allargandosi e non solo – spiega Sala – l’ascensore sociale si è bloccato. Non è questione semplicemente di banlieu, qui, ma di interiorizzazione del ghetto. Le periferie sono più virtuali che fisiche. Ragazzi che ritengono che il patto sociale si sia rotto e si rifugiano in un altro mondo. I social media stanno rovinando una generazione. Quattro ipermiliardari americani che si danno dell’oligarca l’un l’altro si stanno arricchendo in modo scandaloso e la nostra società raccoglie le macerie della loro distruzione. Sono stato sommerso da telefonate di amici con figli giovani che non volevano, per paura, uscire di casa. E, come me, tutti i sindaci delle città italiane. Non è pensabile che Zuckerberg e soci non rispondano di nulla. Ma è quello che vogliono: non rispondere di nulla”.
Parlando dei rapporti con il Governo: “Ho certamente vissuto momenti di maggior vicinanza ai sindaci da parte di chi governa. Non mi sembra di dire una cosa nuova: a quattro anni dal suo insediamento, non ho mai avuto un confronto approfondito con questo governo. E l’ho chiesto più volte, questo credo sia chiaro a tutti. Ho visto che in Francia i sindaci delle città con manifestazioni violente come Parigi, Marsiglia e Lione sono stati ricevuti dal primo ministro francese. Evidentemente noi sindaci italiani siamo meno stimati”.
Sulle possibili ripercussioni di questa vicenda sulla campagna elettorale: “Dipende da ciò che succederà nelle prossime settimane. Però una cosa la voglio dire. Se la sinistra nei convegni afferma che il tema sicurezza non va lasciato alla destra e poi non ha il coraggio di affrontare le situazioni di insicurezza, commette un errore. Un errore che può avere conseguenze al momento del voto”.
– Foto: Ipa Agency –
(ITALPRESS).
















