Tornando al Pnrr, ribadisce: “Dobbiamo trasformare lo slancio portato dal Pnrr nella nuova normalità. Bisogna creare un’alleanza permanente tra governo, committenza, imprese e banche, per programmare insieme su un orizzonte pluriennale, prevedendo contratti capaci di adeguarsi quando cambiano le condizioni di progetto e di mercato e strumenti rapidi per risolvere le controversie tecniche. E’ la condizione perchè le imprese continuino ad assumere, formare persone, investire nella filiera, e perchè il Paese continui a costruire ciò di cui ha bisogno”. Riguardo al tema degli adeguamenti che ha messo Webuild sotto i riflettori, dopo la richiesta allo Stato di riconoscere i maggiori costi delle opere in corso, Salini precisa: “Abbiamo evidenziato la necessità dell’applicazione delle regole contrattuali esistenti e stiamo continuando a dialogare con RFI. E’ un tassello dello stesso discorso. Il fabbisogno di cassa di breve termine, pari a circa 2,1 miliardi, è collegato alla prosecuzione di cantieri in corso di esecuzione per conto della committenza pubblica e non è legato a necessità di cassa autonome del gruppo, che conferma le guidance per il 2026. Qualora non fosse stanziato e messo a disposizione quelle opere non potrebbero proseguire. Tra pagamenti scaduti e anticipi non erogati stiamo sostenendo una filiera fatta da migliaia di piccole e medie imprese. E necessario sviluppare la capacità di agire all’interno di un sistema Paese in ottica di competitività. E di gestire la variabile tempo per approvare e far partire i progetti”.
Infine, indica la strada da seguire per sostenere lo slancio infrastrutturale avviato dal Pnrr: “Il divario infrastrutturale continua a pesare sulla crescita, come indicato nel discorso sullo Stato dell’Unione di Ursula von der Leyen. Questo è il momento giusto per una alleanza strategica ancora più stretta tra Stato e imprese affinchè la fragilità dell’Europa e dell’Italia diventi la molla per scelte coraggiose che guardano al futuro. Un Paese che non investe sulle proprie infrastrutture taglia competitività e welfare. In pratica taglia il futuro dei propri figli”, conclude.
– Foto ufficio stampa Webuild –
(ITALPRESS).
















