Al centro del confronto, il rafforzamento delle industrie strategiche europee e i rischi di elusione degli strumenti UE, dal CBAM alle misure di difesa commerciale fino all’Industrial Accelerator Act.
Lo scorso 26 febbraio, sempre a Bruxelles, Urso aveva già chiesto la sospensione dell’ETS in attesa di una profonda revisione, definendolo “una tassa sulle imprese” europee e denunciandone l’impatto sui costi e sulla competitività industriale. Lo scoppio del conflitto in Iran, due giorni dopo, ha reso quella richiesta ancora più attuale e urgente.
“Quella richiesta era necessaria prima della guerra ed è fondamentale oggi, con la guerra in corso”, ha aggiunto Urso. “Il conflitto in Iran ha un impatto diretto sull’energia e quindi sui costi produttivi delle nostre imprese, mentre l’industria europea subisce l’invasione di prodotti extra-UE. Energia, difesa e sicurezza industriale sono ormai la stessa partita per il futuro del continente”.
Nel corso dell’intervento, il ministro ha richiamato anche la crisi della filiera del bianco, a partire dal caso Electrolux, chiedendo che l’elettrodomestico sia riconosciuto come settore strategico europeo al pari dell’automotive. “L’Italia presenterà con altri Paesi un non-paper per chiedere un piano europeo dedicato al comparto, l’estensione del Cbam ai prodotti a valle condizioni di parità contro la concorrenza sleale asiatica e strumenti di sostegno agli investimenti produttivi” ha annunciato Urso.
“Non possiamo aspettare il 2029 perchè l’Industrial Accelerator Act produca effetti. Un atto che si chiama di accelerazione industriale non può entrare in vigore tra tre anni: di questo passo, fra tre anni l’Europa sarà già un deserto industriale. Noi lavoriamo in Europa con proposte concrete e costruttive. Ma ora non c’è più tempo da perdere e Bruxelles deve prenderne atto”, ha concluso il ministro.
– Foto ufficio stampa Mimit –
(ITALPRESS).
















