Agricoltura e innovazione: successo per la partenza di “Orticoltura tecnica in campo” a Guidizzolo

GUIDIZZOLO – È partita con un ottimo riscontro di pubblico l’edizione 2026 di Orticoltura tecnica in campo, la rassegna internazionale dedicata alle tecnologie per l’orticoltura e i piccoli frutti in programma da oggi fino a giovedì presso la sede di Ferrari Growtech a Guidizzolo. L’evento è promosso da un gruppo di aziende leader del settore, tra cui la stessa Ferrari Growtech, Idromeccanica Lucchini, Gremizzi e Forigo Roter Italia, e richiama operatori specializzati da tutta Italia e dall’estero.

La manifestazione si distingue per una formula ormai consolidata: una tre giorni che consente di testare direttamente sul terreno, in condizioni reali di lavoro, le più recenti innovazioni dedicate alle coltivazioni orticole e dei piccoli frutti. Macchine, attrezzature e soluzioni tecnologiche non sono soltanto esposte, ma messe effettivamente in funzione davanti a orticoltori, agronomi e tecnici del settore.

A spiegare il valore e la filosofia dell’evento è Francesco Ferrari, titolare di Ferrari Growtech insieme al fratello Dario, l’azienda che ospita la rassegna. «Si tratta di un evento di filiera che coinvolge circa 50 aziende del settore dell’orticoltura, tutte realtà iper specializzate – sottolinea Ferrari –. L’obiettivo di questa manifestazione, che è unica a livello mondiale, è portare in campo tutte le attrezzature specifiche e mostrare agli operatori specializzati, che siano orticoltori, agronomi o tecnici, le ultime tecnologie disponibili».

Il punto di forza di Orticoltura tecnica in campo è proprio il confronto diretto con le macchine all’opera. «Qui le macchine più innovative e all’avanguardia vengono messe realmente in campo e se ne possono vedere le prestazioni – prosegue Ferrari –. È qualcosa di profondamente diverso rispetto a un evento fieristico tradizionale, dove l’impostazione è statica: si spiegano le caratteristiche, ma non si vedono le attrezzature al lavoro. In questo caso, invece, il lavoro è sotto gli occhi di tutti. È questa la ricetta che rende l’evento particolarmente interessante».

Accanto alla parte pratica, il programma prevede anche un ricco calendario di appuntamenti pomeridiani dedicati all’approfondimento. «Nel pomeriggio – spiega ancora Ferrari – c’è una serie di convegni su temi di grande attualità, durante i quali alcune aziende presentano le novità legate a fitofarmaci, biostimolanti, fertilizzanti. Si affrontano inoltre argomenti che riguardano l’ambiente e il benessere alimentare: il mangiare sano e le tecniche, sia agromeccaniche sia legate all’uso di biostimolanti e concimi, che consentono di sviluppare un cibo più sostenibile ed ecologico».

La struttura dell’evento è pensata per essere dinamica e concreta: prima la dimostrazione pratica in campo, poi l’approfondimento teorico attraverso i seminari. «Sono giornate intense e vivaci – evidenzia Ferrari –. Tutti i seminari sono agili e dinamici, della durata di circa 20 minuti, e vanno dritti alla sostanza delle cose».

Tra i temi centrali emerge con forza il concetto di agri-intelligence, ovvero l’integrazione tra dati, automazione, competenze e innovazione agronomica per migliorare l’efficienza del lavoro agricolo. «C’è ancora chi pensa che l’agricoltura non sia un settore altamente tecnologizzato, ma non è così – rimarca Ferrari –. Oggi l’agricoltura ha raggiunto un livello tecnologico molto elevato: basta salire sulle macchine di ultima generazione per rendersene conto, con l’implementazione di sensori specifici e dell’intelligenza artificiale che governa molte automazioni».

Un’evoluzione che avvicina sempre più il settore primario agli standard dell’industria. «La tecnologia in agricoltura è ormai avanzata quanto quella industriale – conclude Ferrari –. Il Primario dispone oggi di strumenti che lo rendono ampiamente competitivo».