Nonostante la rapida crescita del commercio elettronico, il negozio tradizionale continua a generare la stragrande maggioranza delle vendite di prodotti, anche in Lombardia, così come evidenzia l’ultimo rapporto dell’Ufficio Studi della Cgia di Mestre che sottolinea come circa il 90% delle vendite al dettaglio di prodotti avvenga ancora all’interno dei negozi fisici, a beneficio dell’occupazione, del tessuto urbano e della qualità della vita nelle città. Nel 2024, la penetrazione dell’e-commerce sul totale delle vendite retail (online + offline) è stata circa del 13% a livello nazionale, con il 17% nei servizi e l’11% nei prodotti. In valore, gli acquisti online B2C hanno raggiunto 58,8 miliardi di euro, di cui 38,2 miliardi per i prodotti e 20,6 miliardi per i servizi.
Il quadro nazionale e lombardo degli acquirenti online
Secondo i dati disponibili e riportati dalla CGIA e dalle indagini Istat, in Italia circa il 46,8% degli utenti Internet ha effettuato almeno un acquisto online nel 2024, dato che scende al 44,8% in Lombardia. Analizzando i primi dieci mesi del 2025 rispetto al 2024, e-commerce e grande distribuzione segnano entrambi una crescita di +2,1%, mentre le vendite fuori dai negozi e i negozi di piccola superficie registrano una flessione dello –0,7%. Il confronto tra 2019 (anno pre-pandemia) e 2024 mostra che: vendite online +72,4%; grande distribuzione +16,4%; negozi di vicinato +2,9%; vendite fuori dai negozi –4,1% Questi dati indicano come l’e-commerce abbia accelerato significativamente, ma il commercio tradizionale mantenga una posizione dominante nel valore complessivo delle vendite di prodotti.
A livello nazionale, le categorie più acquistate online restano abbigliamento, calzature e accessori, con una penetrazione digitale del 23,2%, seguite da articoli per la casa e giardinaggio, contenuti streaming e servizi di trasporto.
Sfide e proposte per il commercio locale
Secondo la Cgia, l’e-commerce presenta vantaggi evidenti — come comodità, comparazione dei prezzi e consegne rapide — ma i negozi di prossimità offrono valore sociale ed economico insostituibile, contribuendo all’occupazione locale, alla vitalità urbana e alla qualità della vita. Per sostenere la competitività delle piccole attività locali, la Cgia propone: una fiscalità più equa per le vendite digitali, tassate sulla base del luogo effettivo di consumo; politiche urbanistiche e fiscali volte a ridurre i costi di affitto e le imposte locali nei centri urbani; strumenti digitali strutturali per le piccole imprese, non limitati a bandi episodici, ma pensati per favorire trasformazione e competitività.














