MANTOVA – Due momenti distinti ma strettamente connessi: sono quelli su cui si è articolata oggi a Mantova la visita del sottosegretario alle Infrastrutture e ai Trasporti Tullio Ferrante: il sopralluogo pomeridiano al porto di Valdaro e, in mattinata, l’intervento al convegno “La via del mare”, promosso da Forza Italia Mantova. Due passaggi che hanno consentito di mettere a confronto visione strategica e riscontro operativo sul campo. Durante la visita al porto, Ferrante – accompagnato dai vertici delle realtà operative, da una rappresentanza della Provincia di Mantova con il Responsabile Servizi e opere del Sistema Portuale mantovano Gabriele Negrini, dagli esponenti di Forza Italia – il segretario provinciale Michele Falcone, quello cittadino Pierluigi Baschieri, il consigliere provinciale Enrico Lungarotti – e dal candidato sindaco Raffaele Zancuoghi – ha visitato gli impianti di sollevamento di Servizi Portuali Valdaro, osservando le operazioni di carico su una chiatta fluviale di V classe CEMT.
A bordo, turbine, trasformatori e impianti per la produzione di energia elettrica realizzati nel distretto orientale lombardo: manufatti ad alto valore aggiunto destinati a mercati internazionali – dalla Bulgaria al Nord Africa, fino agli Stati Uniti e alla penisola arabica – che raggiungono Valdaro via terra come colli eccezionali per poi proseguire via acqua verso il mare. Un traffico che rende il porto un’infrastruttura essenziale per preservare la produzione locale ed evitare delocalizzazioni. Nel corso del sopralluogo è stato illustrato anche il ruolo dello scalo nel superamento dei colli di bottiglia dell’idrovia Mantova-Mare, in particolare il ponte di Zelo e il ponte ferroviario di Arquà Polesine. Su quest’ultimo Ferrante aveva già chiarito in mattinata che si tratta di «un’opera strategica e lavoreremo affinché sia inserita in tutte le fasi di realizzazione nel nuovo contratto di programma tra Mit e Rfi». Il porto si inserisce in un contesto logistico di scala internazionale: le aree Valdaro 1, 2 e 3 ospitano insediamenti di gruppi come Kuehne+Nagel e Adidas – con un polo a emissioni zero da 130 mila metri quadrati – oltre a Nestlé, Affinity, Fassa Bortolo e Rossetto. Un sistema che integra acqua, ferro e gomma e guarda all’innovazione e alla sostenibilità, come dimostra anche la visita al cantiere Sogemi, dove è in costruzione la prima nave da crociera fluviale full electric, destinata al turismo lento tra Venezia e Mantova.
Le evidenze emerse nel pomeriggio trovano una cornice politica nell’intervento mattutino di Ferrante al convegno “La via del mare”, moderato dal responsabile provinciale del dipartimento Territorio di Forza Italia Giovanni Zandonella, che ha visto la partecipazione pure dell’assessore regionale al Territorio, il forzista Gianluca Comazzi, e del presidente della Provincia Carlo Bottani. In quest’occasione il sottosegretario Ferrante ha posto una questione di fondo: «Mantova deve scegliere se restare periferia dei grandi hub lombardi e mondiali o diventare una nuova piattaforma logistica del Nord». Una prospettiva che poggia sulla posizione geografica della città, «cerniera naturale tra Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna» e raccordo verso l’Adriatico.
Raddoppio ferroviario e franco idraulico fondamentali
per potenziare l’idrovia
Ferrante ha richiamato il dato strutturale del trasporto fluviale interno – oggi inferiore all’1% delle merci movimentate in Italia – sottolineando che «non è un problema di utilità, ma di condizioni». Da qui la necessità di superare una logica settoriale: «Non si può pensare a un sistema logistico fondato su una sola infrastruttura. Acqua, ferro e gomma devono dialogare, altrimenti l’idrovia resta marginale».
In questo contesto il raddoppio della linea ferroviaria Codogno-Cremona-Mantova, inserito nel Contratto di programma con Rfi, la cui prima fase è già in corso di realizzazione, costituisce il fulcro cardine per il ferro, così come è fondamentale l’aumento del franco idraulico, così da renderlo navigabile da mezzi sempre più performanti e moderni.
Nel corso del convegno sono state affrontate anche le criticità del sistema idroviario padano-veneto: pescaggi insufficienti, irregolarità idrica, scarsa altezza dei ponti. In questo quadro Ferrante ha citato la conca di Governolo, inattiva da sette anni, unico collegamento navigabile tra Mincio e Po, per la quale le stime tecniche indicano un intervento compreso tra i 6 e i 10 milioni di euro, «importante ma recuperabile» a condizione di una convergenza istituzionale. A tal proposito è stato l’assessore regionale al territorio Gianluca Comazzi a promettere che si impegnerà per trovare nei prossimi mesi le risorse necessarie per la riattivazione della conca. In chiusura, l’impegno ad attivare un tavolo a Roma, al Ministero delle Infrastrutture, coinvolgendo Regioni, enti gestori, Rfi e tutti i soggetti interessati (Abb)
















