Iran e rincari energia, Giorgetti: “Misure straordinarie Ue come nel 2022”

I rincari dell’energia mettono a rischio la “sicurezza economica” del nostro Paese. Lo ha sottolineato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, intervenendo all’Eurogruppo a Bruxelles, riferiscono fonti del Mef. L’aumento dei prezzi dell’energia, ha detto, “per noi distrugge il potere acquisto delle famiglie e altera la competitività delle nostre imprese”. “L’Italia è leader in Europa per produzione manifatturiera – ha argomentato – ma non ha indipendenza energetica: un mix che, in momenti di crisi come quello che stiamo vivendo, diventa pericoloso. L’instabilità energetica mette a rischio non solo la competitività delle nostre aziende, ma anche la nostra sicurezza economica”, conclude.
Per l’Europa “non ci sono le condizioni d’emergenza e invece per noi dovrebbe valutare l’adozione di misure straordinarie, sulla scia di quelle adottate nel 2022 all’indomani dell’attacco russo contro l’Ucraina”. Bisogna “agire subito stoppando i prezzi dell’energia, prima che si diffondano su tutti i beni di consumo come nel 2022”, ha aggiunto il ministro nel corso della discussione all’Eurogruppo sull’impatto della crisi in Medio Oriente sui prezzi energetici, informano fonti del Mef.

Intanto la produzione di greggio nel Golfo Persico si è già ridotta di circa un quarto e il crollo minaccia di proseguire, continuando ad alimentare i rialzi di prezzo sui mercati.
Oggi, lunedì 9 marzo Brent e Wti si sono spinti entrambi a sfiorare quota 120 dollari al barile, con rialzi fino al 30% circa, ridimensionati solo grazie all’ipotesi di rilascio di riserve strategiche da parte dei Paesi del G7. Anche questo rimedio rischierebbe comunque di non bastare, di fronte a una situazione che sta precipitando in fretta.