Per l’Europa “non ci sono le condizioni d’emergenza e invece per noi dovrebbe valutare l’adozione di misure straordinarie, sulla scia di quelle adottate nel 2022 all’indomani dell’attacco russo contro l’Ucraina”. Bisogna “agire subito stoppando i prezzi dell’energia, prima che si diffondano su tutti i beni di consumo come nel 2022”, ha aggiunto il ministro nel corso della discussione all’Eurogruppo sull’impatto della crisi in Medio Oriente sui prezzi energetici, informano fonti del Mef.
Intanto la produzione di greggio nel Golfo Persico si è già ridotta di circa un quarto e il crollo minaccia di proseguire, continuando ad alimentare i rialzi di prezzo sui mercati.
Oggi, lunedì 9 marzo Brent e Wti si sono spinti entrambi a sfiorare quota 120 dollari al barile, con rialzi fino al 30% circa, ridimensionati solo grazie all’ipotesi di rilascio di riserve strategiche da parte dei Paesi del G7. Anche questo rimedio rischierebbe comunque di non bastare, di fronte a una situazione che sta precipitando in fretta.

















