Meno assunzioni e più precarietà: il lavoro rallenta nel Mantovano

MANTOVA – Un mercato del lavoro che rallenta e segnali di maggiore cautela da parte delle imprese. È il quadro che emerge dall’analisi della Provincia di Mantova delle comunicazioni obbligatorie relative al secondo quadrimestre 2025 nel territorio virgiliano, confrontate con lo stesso periodo del 2024. Nel periodo compreso tra maggio e agosto 2025 le comunicazioni obbligatorie – che includono avviamenti, cessazioni, proroghe e trasformazioni dei rapporti di lavoro riferiti a lavoratori tra i 15 e i 64 anni – sono state complessivamente 57.783. Di queste, il 34% riguarda nuovi avviamenti, il 40% cessazioni, mentre il restante 26% è rappresentato da proroghe e trasformazioni contrattuali. Il saldo tra avviamenti e cessazioni rimane negativo, confermando una tendenza già osservata nel 2023 e nel 2024. Rispetto ai due anni precedenti si registra inoltre una riduzione sia delle assunzioni sia delle trasformazioni da tempo determinato a tempo indeterminato, segnale di una minore dinamicità del mercato del lavoro.

Stagionalità confermata, ma con valori in calo

L’andamento mensile del quadrimestre conferma la consueta stagionalità estiva. Gli avviamenti crescono a giugno per poi diminuire nei mesi di luglio e agosto, un trend analogo a quello registrato nel 2024. Le cessazioni, invece, mostrano un andamento più stabile nei tre anni analizzati, pur evidenziando nel 2025 una flessione complessiva. Nel confronto diretto tra il secondo quadrimestre 2025 e quello del 2024 emerge una decrescita generalizzata di tutte le tipologie di comunicazioni, più marcata per avviamenti, proroghe e trasformazioni. I dati indicano quindi una fase di rallentamento del mercato del lavoro mantovano, con una contrazione più evidente delle opportunità di ingresso e stabilizzazione.

Avviamenti: giovani protagonisti. Commercio e servizi trainano ma in calo

Analizzando nel dettaglio i nuovi avviamenti, nel secondo quadrimestre 2025 il 43% delle assunzioni ha riguardato donne, una quota sostanzialmente stabile rispetto agli anni precedenti. Dal punto di vista anagrafico, la fascia 15-29 anni resta la più rappresentata, pur registrando una diminuzione del 6% rispetto al 2024. La fascia 40-49 anni continua a essere quella meno presente tra i nuovi avviamenti. Per settore economico, Commercio e Servizi si confermano anche nel 2025 il principale bacino occupazionale, rappresentando il 59% delle assunzioni totali. Tuttavia, rispetto all’anno precedente, il comparto registra una diminuzione dell’8%. Ancora più marcato il calo nell’Industria, che segna una flessione del 16%. Agricoltura e Costruzioni mostrano valori più contenuti, in linea con le dinamiche degli anni precedenti.

Meno contratti stabili

Sul fronte delle tipologie contrattuali, il quadro resta sbilanciato verso la flessibilità. Nel secondo quadrimestre 2025 l’80% degli avviamenti è avvenuto con contratti precari o flessibili, mentre solo il 20% riguarda contratti di lavoro permanenti. In particolare, i contratti a tempo indeterminato diminuiscono dell’11% rispetto allo stesso periodo del 2024. Anche le forme contrattuali più flessibili registrano una flessione, con cali compresi tra il 4% e il 13%. I contratti a tempo determinato, che restano la tipologia più diffusa, segnano un -6% su base annua. In controtendenza rispetto al rallentamento delle assunzioni, cresce in modo significativo il numero di Dichiarazioni di Immediata Disponibilità al lavoro (DID). Nel secondo quadrimestre 2025 sono state 4.165, con un aumento del 108% rispetto al 2024. L’incremento è attribuibile principalmente a nuove indicazioni regionali legate alle politiche attive del lavoro e al raggiungimento degli obiettivi nazionali in termini di occupabilità. Le DID riguardano soprattutto donne (59%) e under 30 (51%), mentre l’81% dei dichiaranti è di nazionalità italiana. A livello territoriale, il Centro per l’Impiego di Mantova concentra il numero più elevato di dichiarazioni (1.730, pari al 42% del totale), seguito da Castiglione delle Stiviere (26%), Suzzara (16%), Viadana (11%) e Ostiglia.